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domenica , 28 maggio 2017
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Amatrice: un’altra L’Aquila?

Il terremoto che è avvenuto qualche settimana fa nel centro Italia, il cui bilancio è di circa 290 vittime, tra i centri colpiti dal sisma, quello nelle condizioni peggiori è quello di Amatrice, vicino a Rieti. Il centro risulta praticamente completamente distrutto, e le immagini che ci sono giunte in questi giorni rimandano la memoria al terremoto che distrusse L’Aquila nell’aprile del 2009.

Oltre a risultare danneggiate le case e gli edifici pubblici ( la scuola Capranica di Amatrice è crollata nonostante avesse fatto nel 2012 un presunto miglioramento antisismico, il cui appalto vinto da un’impresa finita nelle indagini sulla ricostruzione post terremoto dell’Aquila, è al vaglio dalla procura di Rieti che ha aperto un’inchiesta), vi sono stati danneggiamenti al patrimonio artistico-culturale. Secondo il Ministero dei beni culturali, tra gli edifici storici danneggiati ad Amatrice, la chiesa di San Francesco ( risalente al trecento), la sua splendida facciata è stata spezzata ed ha perso il suo oculo,e l’interno, a navata unica ( pieno di dipinti risalenti al XIV secolo), vige in condizioni che sono ancora poco chiare, secondo fonti del Ministero dei beni culturali. Anche alla chiesa di Sant’Agostino ( eretta nel 1428 ) vi sono stati crolli, e danni sono risultati anche al Museo Civico. Dopo un consulto tra comune, protezione civile e governo, il sindaco del comune reatino, Sergio Pirozzi, ha annunciato che l’opera di ricostruzione sarà diversa rispetto a quella attuata per i terremoti precedenti: verranno prima ricostruite le frazioni ( Amatrice ne conta circa 68) e poi l’Amatrice vera e propria. La ricostruzione degli edifici, secondo sempre il primo cittadino amatriciano, dovrebbe essere effettuata vicino a dove erano originariamente le abitazioni, rispettando i luoghi originari. Anche gli edifici storici, le chiese di San Francesco e Sant’Agostino, saranno ridate ad Amatrice, secondo sempre quanto afferma Pirozzi. Ma il sindaco,durante le interviste rese alla stampa, non ha dato però tempi certi per la ricostruzione. Comunque, la speranza è quella di non vedere ciò che è successo durante la ricostruzione del post terremoto L’Aquila.

Andrea Costanzo

Tribuno del Popolo

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