Amazon usa le guardie neonaziste per controllare i lavoratoriTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Amazon utilizzava le guardie neonaziste per controllare i lavoratori

Il colosso del retailer online Amazon noto in tutto il mondo è finito nell’occhio del ciclone  circa un anno fa dopo che la tv tedesca ARD ha mostrato guardie con connessioni a gruppi neonazisti disciplinare e controllare i lavoratori stranieri che sono impiegati negli stabilimenti in Germania. Grazie al servizio della tv tedesca e al susseguente scandalo, alla fine Amazon ha cambiato la gestione della sicurezza. 

Tutti conoscono Amazon e probabilmente tutti almeno una volta nella vita hanno acquistato almeno un libro presso il gigante del retailer mondiale. Meno persone sanno però che Amazon utilizza guardie con con connessioni ai gruppi neonazisti per tenere sotto controllo gli oltre 5000 lavoratori stranieri che sono impiegati nei centri di imballaggio e distribuzione in Germania. Lo ha reso pubblico la tv tedesca ARD che ha mandato in onda un documentario nel quale si vedevano distintamente guardie vestite con uniformi nere, stivali e acconciature da militari andare negli ostelli dove vivono i lavoratori provenienti dall’Europa per controllarli e nel caso intimorirli. Le guardie immortalate dalle telecamere sono stati mostrati con indosso capi di Thor Steinar, un brand molto in voga nell’estrema destra tedesca. La compagnia di sicurezza della Amazon si chiama HESS Security, e la tv ARD ha suggerito che il nome sarebbe stato ispirato da Rudolf Hess, deputato di Adolf Hitler. Non solo, il direttore della famigerata HESS Security sarebbe anche in ottimi rapporti con noti neonazisti di Germania. Tali energumeni sarebbero una presenza costante e si sarebbero macchiati di intimidazioni e perquisizioni dei lavoratori fin dentro ai loro alloggi per vedere persino se “hanno rubato ciambelle a colazione”. Alcuni testimoni avrebbero accusato tali membri della sicurezza di atteggiarsi alla stregua di una sorta di polizia interna e non solo, i lavoratori avrebbero il continuo timore di venire licenziati da un momento all’altro. Del resto anche in Inghilterra nel centro di Amazon di Rugeley il Financial Times l’8 febbraio del 2013 aveva messo in luce condizioni di lavoro uguali, con le famigerate perquisizioni alla fine di ogni giornata. Ma c’è anche qualcosa di orwelliano nella gestione del lavoro ad Amazon con addirittura la presenza di un monitor per ogni postazione dove un lavoratore può vedere in tempo reale quanto è avanti o indietro rispetto alle proprie consegne. Insomma questo futuro globalizzato e sempre più dominato dalle multinazionali prevede sempre meno spazio per i lavoratori e sempre più spazio persino per i neonazisti. Alla fine la società travolta dalle polemiche dovette cambiare il servizio di sicurezza della Hess

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