America Latina, continua la lotta integrazionista e progressistaTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

America Latina, continua la lotta integrazionista e progressista

Ripeté loro per la millesima volta la litania secondo cui il colpo mortale contro l’integrazione fu invitare gli Stati Uniti al Congresso di Panama, come Santander aveva fatto a suo rischio e pericolo, quando si trattava nientemeno che di proclamare l’unità dell’America. « Era come invitare il gatto alla festa dei topi » disse. « E tutto perché gli Stati Uniti minacciavano di accusarci di star trasformando il continente in una lega di stati popolari contro la Santa Alleanza. Che onore! » (Gabriel García Márquez, Il Generale nel suo labirinto).

Fonte: Marx21

Photo Credit

Gli ultimi mesi del 2012 e i primi sei mesi del 2013 sono stati particolarmente significativi per l’America Latina. La vittoria di Chavez alle elezioni presidenziali, il trionfo dei sandinisti alle elezioni municipali in Nicaragua, la vittoria del Presidente Correa in Ecuador. Si è tenuto il primo summit della CELAC ( Comunità dell’America Latina e dei Caraibi) e Cuba ha assunto la presidenze pro tempore. Purtroppo è venuto a mancare Hugo Chavez, grande leader socialista, antimperialista e integrazionista; Nicolas Maduro ha sconfitto, seppur con un margine ridotto, l’antichavista neoliberale Capriles Radonski. Lo scandalo Datagate e l’infamia europea di stampo neocoloniale ai danni del Presidente boliviano Morales hanno messo sotto i riflettori la politica latino-americana e le sue contraddizioni.

I media occidentali di certo non sono un buon mezzo per comprendere le vicende latino-americane: seguono appassionatamente i poco interessanti spostamenti della marionetta della propaganda anti-cubana Yoani Sanchez e contemporaneamente ignorano la condizione dei giornalisti ( e non solo) in Messico, Honduras o in Colombia; dimenticano veri e propri golpe come quelli perpetrati recentemente in Honduras e Paraguay e forniscono una visione degli eventi distorta e faziosamente filo-atlantica.

Gli Stati Uniti per altro, mentre portano avanti una parossistica campagna denigratoria contro Snowden e i paesi che gli hanno offerto asilo, si dimenticano dei criminali residenti negli USA che hanno commesso reati in altri paesi. Robert Seldon Lady, ex capo della stazione CIA di Milano, condannato a 9 anni in Italia per il sequestro di Abu Omar insieme ad altri agenti della Cia e ricercato dall’Interpol, adesso si trova negli Stati Uniti. Posada Carriles, terrorista ricercato dalla giustizia venezuelana, si trova anch’egli negli Stati Uniti (Maduro ha recentemente rinnovato la richiesta di estradizione [1]).

Vi sono stati tentativi di golpe anche in Ecuador (2010), Bolivia(2008) e la destra venezuelana ha manifestato posizioni golpiste in occasione della regolare vittoria elettorale di Nicolas Maduro ( tra l’altro nei giorni successivi alle elezioni le autorità venezuelane hanno arrestato Timoty Hallet Tracy, cittadino statunitense, accusato di spionaggio e di fomentare i disordini).

Golpe riusciti sono stati quelli perpetrati in Honduras e in Paraguay rispettivamente nei mesi di giugno 2009 e 2012. Manuel Zelaya, eletto nel 2006 presidente della Repubblica in Honduras, è stato deposto con la forza dai militari poco dopo l’ingresso dell’Honduras nell’ALBA ( adesione revocata subito dopo dal governo golpista). In Paraguay il presidente Fernando Lugo è stato destituito con un colpo di mano in Senato; quest’ultimo ha intentato un velocissimo processo politico nei suoi confronti, accusandolo di avere gestito male la crisi di Curuguaty ( uno scontro a fuoco tra polizia e braccianti) e di avere favorito l’“occupazione illegale di terre”. Dietro la destituzione di Lugo vi sono gli interessi della destra, delle multinazionali dell’ ‘agronegocio’, dei grandi proprietari terrieri e degli Stati Uniti. Paulo Lopez, giornalista paraguaiano recentemente licenziato da una testata giornalistica poiché si è rifiutato di modificare un discorso di Raul Castro, ha affermato che i media del paese rispondono agli interessi dei proprietari terrieri e dei centri del capitalismo internazionale, in particolare dell’ ‘agronegocio’ degli Stati Uniti [2].

Negli ultimi anni i processi di integrazione latino-americana hanno fatto notevoli passi avanti ( fino a non molti anni fa inimmaginabili), grazie all’affermazione di governi progressisti che hanno messo in discussione l’egemonia statunitense nella regione e hanno invertito la rotta neoliberista degli anni ‘90; in modo particolare i quattordici anni di governo chavista hanno rappresentato una fondamentale spinta propulsiva per i processi di integrazione, merito riconosciuto da tutti i leader progressisti della regione. Gli ultimi anni hanno visto la formazione dell’ALBA ( inizialmente formata soltanto da Cuba e Venezuela), dell’UNASUR e della CELAC, nata a Caracas nel dicembre 2011, costituita da 33 Stati di America Latina e Caraibi (fondamentale è l’assenza di Stati Uniti e Canada).

Le ingerenze statunitensi nella zona non sono certamente diminuite: l’asse del Centro America pende nettamente verso destra, nonostante i sandinisti tengano fermamente il Nicaragua, e la longa manus statunitense è sempre pronta a sfruttare ( o a creare) le occasioni per modificare a proprio vantaggio gli equilibri politici del Sudamerica. Le recenti rivelazioni a proposito della gigantesca attività di spionaggio ai danni dei paesi dell’America Latina evidenziano l’enorme importanza attribuita dall’imperialismo statunitense alla politica latino-americana.

Poche settimane fa la Colombia ha firmato un accordo di collaborazione con la NATO suscitando la seria preoccupazione di quasi tutti i paesi latino-americani. Il noto politologo argentino Atilio Boron in un recente articolo fa notare come « […]Una delle armi più recenti congegnate dalla Casa Bianca è stata l’Alleanza del Pacifico, tipico mostro della superpotenza per mobilitare le sue pedine a sud del Rio Bravo e utilizzarle come efficaci “cavalli di Troia” per soddisfare gli obiettivi dell’impero. » [3]

L’Alleanza del Pacifico, di cui fanno parte Messico, Cile, Colombia e Perù, è nata nel 2011 in contrapposizione all’America Latina progressista. Gennaro Carotenuto, storico e giornalista molto attento alle vicende latino-americane, ha definito così l’obiettivo della sopracitata alleanza: «quello di rilanciare l’agenda neoliberale, rimasta indietro dopo il crollo del modello che aveva imperato nella regione dagli anni ’70 a tutti gli anni ’90, l’avvento dei governi integrazionisti e lo scacco imposto all’Area di libero commercio delle Americhe (ALCA) voluta da George W Bush a Mar del Plata nel 2005. » [4]

Il XV vertice del Mercosur (Mercato comune del Sud, costituito attualmente da Brasile, Argentina, Uruguay e Venezuela), riunitosi a Montevideo il 12 luglio, ha rappresentato un altro importante passo in avanti verso l’integrazione economica regionale. E’ inoltre in fase di ratifica l’adesione della Bolivia. Il Venezuela ha assunto la presidenza pro tempore e questo ha infastidito il governo paraguaiano (questa volta eletto, post golpe parlamentare). Il Paraguay è stato infatti sospeso dal Mercosur in occasione della destituzione di Fernando Lugo e questo ha permesso l’ingresso del Venezuela. L’adesione di un nuovo membro deve essere decisa all’unanimità e il Senato paraguaiano si era sempre opposto per una presunta “mancanza di condizioni democratiche”. Lo stesso Senato che ha destituito il Presidente Fernando Lugo con un golpe parlamentare. Adesso si pongono i problemi del reintegro del Paraguay, stabilito per il 15 agosto, e dei rapporti tesi che intercorrono tra quest’ultimo e il Venezuela; il Paraguay nel frattempo è diventato membro osservatore dell’Alleanza del Pacifico. Il giornalista e blogger Luis Agüero Wagner sostiene che gli Stati Uniti utilizzano il Paraguay come piattaforma per cospirare contro il Mercosur, facendo riferimento al ruolo dei media e di organizzazioni come l’USAID, la Fundación Nacional para la Democracia [5].

Kintto Lucas, ambasciatore itinerante dell’Uruguay ed ex vicecancelliere dell’Ecuador, ha scritto in un recente articolo a proposito del Mercosur:

[...] Nel difficile cammino verso un Mercosur sudamericano, il Mercosur deve trasformarsi nella testa di ponte per formare un blocco commerciale sudamericano che si regga sui principi di solidarietà, complementarietà e sulla considerazione delle asimmetrie nei livelli di sviluppo economico e sociale dei diversi membri, che dia priorità al ruolo dello Stato, che abbia come finalità il benessere della popolazione invece dei profitti delle grandi imprese, e che serva come esempio di un modello di regionalismo diverso rispetto agli schemi tradizionali basati sul fondamentalismo del mercato. [6]

In un mondo che si va ridisegnando sempre più all’insegna del multipolarismo, i popoli dell’America Latina si trovano di fronte ad una duplice lotta di emancipazione. La prima riguarda i processi di cambiamento politico a livello nazionale – inaugurati dai governi progressisti – che hanno invertito la rotta neoliberista. Questi però si scontrano ( a diversi livelli) con le élite economiche e mediatiche conservatrici e reazionarie; per questo è importante che le contraddizioni presenti nei diversi paesi con governi progressisti vengano superate in senso progressivo, rispondendo alle esigenze popolari e rafforzando i processi di trasformazione politica ed economica ( è ad esempio il caso del Brasile, componente indispensabile per la regione). Lotte di emancipazione a livello nazionale caratterizzano ovviamente anche i paesi governati dalle destre in cui sono auspicabili e necessari cambiamenti politici.

La seconda lotta di emancipazione si colloca su scala continentale e riguarda la costruzione della Patria Grande latino-americana. I processi di integrazione in atto conferiscono all’America Latina una importanza e un ruolo sempre maggiori a livello internazionale.

Federico La Mattina

Note

[1] http://www.granma.cu/italiano/nuestra-america/6jul-Maduro.html

[2] http://actualidad.rt.com/actualidad/view/100548-paraguay-eeuu-dominio-monsanto

[3] http://www.atilioboron.com.ar/2013/07/mercosur-unasur-y-la-indecision-del_11.html#more

[4] http://www.gennarocarotenuto.it/23187-lalleanza-del-pacifico-il-club-dei-nuovi-chicago-boys/

[5] http://actualidad.rt.com/video/actualidad/view/100590-eeuu-crea-division-mercosur-generar-disturbios-bloque-le-molesta

[6] http://alainet.org/active/65704

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top