Amministrative. Quando l'arroganza non paga..Tribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Amministrative. Quando l’arroganza non paga..

Dopo le amministrative Renzi e il Pd hanno davvero ben poco da sorridere dal momento che il Movimento Cinque Stelle sembra ormai certo di conquistare Roma e potrebbe persino giocarsi le sue carte a Torino contro Fassino. Insomma, il Pd non può che recitare il mea culpa in quanto tutto questo è, anche, frutto delle sue scelte scellerate.

A furia di andare a destra finisce che l’elettorato si rompe i coglioni. Scusandoci per il francesismo è esattamente quanto ci sembra successo in queste amministrative dove il Movimento Cinque Stelle ha saputo approfittare delle contraddizioni del partito di Renzi per fare un brusco passo avanti tanto a Roma quanto a Torino. A Roma ad esempio era per certi versi scontato il successo della Raggi, semmai sorprende che Giachetti del Pd sia riuscito a finire davanti a Giorgia Meloni, ma questa è un’altra storia. A Torino invece la Appendino, candidata sindaco dei Cinque Stelle, è riuscita a portare Fassino al ballottaggio, e questa sì che è una sorpresa in quanto il Pd, rispetto a quattro anni prima, ha perso diversi voti. Tralasciando l’astensionismo, in netto aumento, Renzi dovrebbe recitare un mea culpa cominciando a interrogarsi se la strategia da lui cavalcata, ovvero quello di sparare a sinistra e ammiccare a destra, non stia al contrario facendo intorno a lui terra bruciata. Il Movimento Cinque Stelle aumenta consensi pur con tutte le sue mastodontiche contraddizioni (chi vi scrive non simpatizza minimamente per il Movimento) e questo accade perchè il Pd ha sostanzialmente deciso di diventare altro da quel che era e di lavorare per scenari che non possono essere graditi al proprio elettorato storico. La liquefazione della destra, a Torino palese e concreta, è forse servita nell’immediato al Pd per sostituire i voti dei “comunisti” con quelli dei berlusconiani della prima ora e dei verdiniani, ma alla lunga questa strategia ha prodotto uno scollamento tra Pd ed elettorato di sinistra che nessuna forza politica sembra essere in grado di colmare. Non certo coloro che continuano a rivendicare una patente di sinistra e che continuano a non fornire una alternativa credibile all’elettorato arrabbiato che preferisce piuttosto votare Cinque Stelle per far “scoppiare” il sistema piuttosto che continuare a votare partiti o alleanze che finiscono prima o dopo per venire cooptati nel sistema politico che abbiamo imparato a conoscere.In conclusione il Pd ha davvero poco da stare allegro e alla luce di queste amministrative assumerà un peso ancora maggiore il referendum costituzionale di ottobre.

Tribuno del Popolo

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