Amnesty accusa gli Usa per Guantanamo e i droniTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Amnesty accusa gli Usa per Guantanamo e i droni

Amnesty International ha inserito gli Stati Uniti nella lista dei principali violatori dei diritti umani per la detenzione indefinita dei prigionieri di Guantanamo. La Casa Bianca è stata accusata anche degli attacchi dei droni e delle morti misteriose seguite alle detenzioni della Cia. 

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Amnesty International ha pubblicato un rapporto che inchioda gli Stati Uniti alle proprie responsabilità per quanto riguarda Guantanamo e le operazioni dei droni. A Guantanamo, sull’isola di Cuba, circa 100 detenuti sono in sciopero della game ormai da febbraio, e Amnesty a questo proposito nel suo rapporto annuale ha dedicato un intero capitolo agli Stati Uniti. Nel rapporto si sostiene che la maggioranza dei 166 detenuti di Guantanamo sarebbero stati portati lì senza accuse nè processo, e soprattutto tre anni dopo la linea che aveva tracciato Obama per la chiusura della struttura detentiva. Una fonte di Amnesty ha anche detto che la sola soluzione allo sciopero della fame a Guantanamo sarebbe proprio la chiusura della struttura, ancor più che non si conoscono più da settimane le condizioni di salute dei detenuti. Amnesty ha anche chiesto l’accesso a Guantanamo, ma senza successo. Il rapporto di Amnesty ha riguardato la condizione dei diritti umani in 159 differenti paesi. L’organizzazione, creata nel 1961, dichiara di non accettare fondi provenienti dai governi, questo per mantenere una certa imparzialità, e soprattutto raccoglie informazioni sugli abusi dei diritti umani da oltre tre milioni di membri sparsi in tutto il mondo. A Guantanamo negli ultimi dieci anni si sarebbero verificati diversi casi di tortura, ma non è l’unico caso a essere finito sul banco degli imputati. Sul tappeto c’è anche la questione dei droni, il programma americano per uccidere sospetti terroristi tra Pakistan, Somalia e Yemen. Gli attacchi dei droni si sono moltiplicati sotto l’amministrazione Obama, basti pensare che il programma americano volto a uccidere comandanti talebani e di Al Qaeda ha visto ben 35 attacchi di droni in Pakistan nel solo 2008, e negli anni successivi ha visto aumentare la loro frequenza fino a 117 attacchi nel 2010. Una Alta Corte del Pakistan ha recentemente emesso una sentenza secondo cui gli attacchi dei droni americani nel Paese dovrebbero essere considerati alla stregua di crimini di guerra. La Corte ha anche suggerito che Islamabad porti la questione direttamente alle Nazioni Unite, dicendo che gli attacchi violerebbero la carta dell’organizzazione e le leggi del Paese. Ma non è finita qui, anche le detenzioni segrete organizzate dalla Cia sono menzionate nel rapporto sulle violazioni a stelle e strisce dei diritti umani. Amnesty si è lamentata che nessuno è stato indagato per la morte di due persone che si crede siano morti durante la custodia americana. Secondo il rapporto le due morti sarebbero crimini della legge internazionale da attribuirsi all’amministrazione del presidente George Bush. Amnesty ha preso di mira anche l’utilizzo dei tasers da parte della polizia americana. Sarebbero almeno 42 le persone decedute nel 2012 a causa dell’utilizzo dei tasers da parte degli agenti di polizia, e dal 2001 a oggi sarebbero 540 le persone morte a causa dell’uso dei tasers. Del resto sono molti i cardiologi che hanno pubblicamente certificato che i tasers possono causare arresto cardiaco e morte in alcuni soggetti.

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