Amnesty accusa: "Gran Bretagna guida la guerra contro i diritti umani"Tribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Amnesty accusa: “Gran Bretagna guida la guerra contro i diritti umani”

Amnesty accusa: “Gran Bretagna guida la guerra contro i diritti umani”

La Gran Bretagna guiderebbe la classifica della guerra contro i diritti umani dopo la caduta del muro di Berlino, è questa la gravissima accusa formulata da Amnesty International e da altri esperti di diritti umani. Ma l’anno 2014 nel suo complesso svetta come “annus horribilis” per il rispetto dei diritti umani in Europa e nel mondo.

Lo dice il rapporto annuale sullo stato dei diritti umani nel mondo, un rapporto cui Amnesty International tiene in modo particolare. Questa volta però le sorprese non sono mancate a cominciare dal fatto che il 2014 è stato un annus horribilis per i diritti umani nel complesso. Londra però guiderebbe questa brutta classifica al punto che Amnesty ha duramente criticato il governo britannico in questo senso. In particolare è stata molto criticata la decisione del governo di coalizione di accelerare sulle misure di controterrorismo e sorveglianza di massa senza consultazione adeguata del parlamento. Ma le critiche si sono spinte anche oltre accusando il governo di aver fatto passare leggi che erodono le libertà civili fondamentali e che sono una vera e propria “ricetta per l’ingiustizia” sociale. Il premier David Cameron in passato aveva detto di auspicare una limitazione della Corte Europea dei Diritti Umani nel caso i conservatori avessero vinto le elezioni generali del maggio 2014. Amnesty in questo caso non è certo andato per il sottile dal momento che ha accusato le proposte conservatrici di essere un vero e proprio attacco alla Convenzione Europea dei Diritti Umani. A preoccupare però è proprio la società britannica nel suo complesso dal momento che negli ultimi tempi a Londra sono state portate avanti politiche sempre più nazionalistiche e discriminatorie. Un esempio in questo senso secondo Amnesty sarebbe la politica contro l’immigrazione e la retorica anti-europeista, che negli ultimi tempi in Gran Bretagna avrebbero fatto breccia in diversi settori della società. Amnesty ha puntato il dito anche nei confronti della Britain’s Data Retention (conservazione dei dati) e della Investigatory Powers Act, due legislazioni miranti a restringere la privacy trasformando sempre di più la Gran Bretagna in uno Stato di sorveglianza dal sapore orwelliano. Tali leggi infatti, in vigore dal 2014, rafforzano in modo cospicuo il potere delle intercettazioni delle autorità britanniche, con i cittadini che hanno sempre meno strumenti per difendere la propria privacy e il proprio diritto alla libertà di espressione. La conclusione cui arriva Amnesty è a dir poco preoccupante dal momento che sostiene che il momento dei diritti umani in Europa è il peggiore negli ultimi 25 anni. Kate Allen, direttrice della Amnesty International Uk, ha detto chiaramente che Londra starebbe andando nella “cattiva direzione su diritti, protezione e giustizia“. Non solo, dal momento che l’Occidente è abituato a dare giudizi sul rispetto dei diritti umani, la stessa Allen ha invitato la Gran Bretagna, rapporto alla mano, a guardare in questo senso prima nel proprio giardino di casa.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/39161050@N03/6331603727″>David Cameron, British Prime Minister</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”https://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>(license)</a>

Fonte: The UK is leading the charge against basic human rights – our annual report in @Independent http://amn.st/60160Uc4 

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