Amnesty International: "In Italia progressiva erosione dei diritti umani"Tribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Amnesty International: “In Italia progressiva erosione dei diritti umani”

Amnesty International: “In Italia progressiva erosione dei diritti umani”

Secondo il rapporto 2013 di Amnesty International in Italia sarebbe in atto una progressiva erosione dei diritti umani. Non mancano le critiche alla politica italiana che, nel 2012, registra “una situazione con molte ombre”.

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In Italia la situazione generale sta peggiorando in modo progressivo e preoccupante. Una progressiva erosione dei diritti umani, ritardi e vuoti legislativi non colmati, violazioni costanti e forse in aumento“, questa è la foto istantanea dell’Italia emersa dal rapporto 2013 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Un rapporto, quello di Amnesty, che non risparmia critiche alla politica italiana e che registra nel 2012 “una situazione con molte ombre“: dalla violenza contro le donne al mancato inserimento del reato di tortura nel codice penale fino al nuovo accordo per il controllo dell’immigrazione sottoscritto con la Libia. A essere sul banco degli imputati è proprio l’accordo siglato il 3 aprile 2012 tra il ministro Anna Maria Cancellieri e il suo omologo libico, un accordo che secondo il presidente di Amnesty International Italia, Antonio Marchesi,  ”rischia di mettere a repentaglio la vita e l’incolumità di migranti e richiedenti asilo”. Anche per questo motivo Amnesty ha chiesto di sospendere l’accordo. Ma l’Italia desta preoccupazione anche per quanto riguarda le condizioni dei Centri di indentificazione ed espulsione che sarebbero ben al di sotto degli standard internazionali. Molto male anche dal punto di vista legale con le tutele legali dei migranti irregolari che sarebbero state violate in molte occasioni. Il documento di Amnesty ha sottolineato anche come la presenza del reato di clandestinità e le continue violazioni dei diritti dei rom siano altri due vulnus del nostro Paese. Infine Amnesty ha rilanciato l’agenda in dieci punti per i diritti umani in Italia, che punta ad eliminare le criticità emerse e che è stato proposto da Amnesty a tutti i candidati alle ultime elezioni. I leader delle forze politiche che poi hanno dato vita al governo e tutti i parlamentari hanno firmato il pacchetto, ma in molti temono che rimarrà lettera morta. E’ più che mai giunto il momento di fare riforme serie nel campo dei diritti umani. Non ci sono alibi. Non regge quello della crisi, ammesso che considerazioni economiche possano valere a fronte della necessità di proteggere valori fondamentali. Anche le violazioni dei diritti umani costano, e spesso di più della loro tutela. Né rappresenta un’obiezione valida la presunta limitazione dell’agenda del governo. Il Parlamento è stato eletto e il governo è in carica: entrambi sono tenuti a svolgere le rispettive funzioni nell’interesse generale e a garantire l’attuazione delle convenzioni internazionali che il nostro Paese si è impegnato a rispettare“, ha concluso Marchesi.

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