Anche Fassina diventa "No Euro"Tribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Anche Fassina diventa “No Euro”

Dopo la sua uscita dal Pd Stefano Fassina sta radicalizzando il contenuto delle sue proposte politiche e parla sempre più spesso di “euro” come “gabbia” che impedisce alle idee riformiste e di “compassione sociale” di avere spazio per realizzarsi. Nella sostanza secondo Fassina non esiste alcun futuro per la sinistra all’interno della “gabbia liberista dell’euro”.

Quando lo dicevamo noi, potremmo dire, venivamo tacciati di settarismo o miopia. Oggi non è Lenin a dirlo ma Stefano Fassina, un ex del Pd che non si era certo fatto notare in passato per la radicalità delle proprie proposte politiche. Stefano Fassina però ha compiuto il suo percorso all’interno del Pd e ora si è liberato dalle catene renziane, libero finalmente di dire la sua senza timori di sorta. E si scopre che il buon Fassina a oggi non è certo un fan dell’euro, che anzi ha definito una vera e propria gabbia che soffoca le idee riformiste. In sostanza il buon Fasssina sembra finalmente arrivato alla conclusione che non può esistere alcun futuro per la sinistra all’interno di questa Europa: “nella gab­bia libe­ri­sta dell’euro, la sini­stra, intesa come forza impe­gnata per la dignità e la sog­get­ti­vità poli­tica del lavoro e per la cit­ta­di­nanza sociale come vei­colo di demo­cra­zia effet­tiva, perde senso e fun­zione sto­rica. È morta” (Fonte Contropiano). Non solo, Fassina ha anche ammesso che l’Unione Europea attualmente si presenta come un monolite irriformabile e irreversibile, con buona pace di coloro che vorrebbero “cambiare dal di dentro” l’Unione Europea.

Eppure noi Fassina ce lo ricordiamo bene quando rivestiva la carica di  sottosegretario all’economia nel governo Monti, così come ricordiamo bene come rimase al suo posto quando la Fornero lanciò la sua discutibile riforma e quando la Troika impose lacrime e sangue. Oggi sembra di vedere un altro Fassina, un nuovo Fassina che vede finalmente la realtà con gli occhi sinceri di chi non ha poltrone da difendere o rendite di posizione da tutelare. Fassina ha parlato di queste sue nuove idee su “Il Manifesto”, e ha parlato in modo molto chiaro: “La scelta è dram­ma­tica. Fare l’euro è stato un errore di pro­spet­tiva poli­tica. Siamo stati inge­nui o, peg­gio, incon­sa­pe­voli degli effetti di mar­gi­na­liz­za­zione della poli­tica impli­cati nei Trat­tati. Oggi la strada della con­ti­nuità è opzione espli­cita dei Par­titi della Nazione o delle grandi coa­li­zioni a guida con­ser­va­trice. È anche per­corsa invo­lon­ta­ria­mente e con­trad­dit­to­ria­mente da chi in Ita­lia si mobi­lita con­tro il Jobs Act ma giu­sti­fica, in nome del «no Gre­xit», l’attuazione dell’Agenda Monti in ver­sione esi­ziale a Atene. La strada della discon­ti­nuità può essere l’unica per ten­tare di costruire una forza poli­tica in grado di ria­ni­mare la Costi­tu­zione della «Repub­blica demo­cra­tica, fon­data sul lavoro». La scon­fitta subita dal Governo Tsi­pras, e da noi a suo soste­gno, dovrebbe can­cel­lare l’illusione dell’inversione di rotta lungo la strada della con­ti­nuità. Il tenace attac­ca­mento all’illusione dovrebbe almeno scon­si­gliare avven­ture poli­ti­che oltre il Pd“.

 

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