Anche gli studenti bocciano RenziTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Anche gli studenti bocciano Renzi

Gli studenti sono scesi in piazza da Torino a Napoli per manifestare senza se e senza ma la loro rabbia e la loro distanza dalle scelte nel campo dell’istruzioni prese da Matteo Renzi e dal suo governo.  Il sottosegretario all’Istruzione Toccafondi bolla le proteste come “vecchie”, vale a dire che al governo degli studenti e di quello che pensano non gliene frega assolutamente niente. 

E’ cominciato l’autunno caldo alla faccia di Matteo Renzi che continua a raccontare di fronte ai media un’Italia che non esiste se non nella sua testa. Del resto al governo delle proteste di lavoratori e studenti non gliene frega assolutamente nulla, lo dimostra il modo agghiacciante e assolutamente vergognoso con il quale il governo ha risposto alla giornata di mobilitazione nazionale dell’ #10ottobre da parte degli studenti, che da Torino fino a Napoli e Palermo sono scesi in piazza per manifestare contro il Piano Renzi per l’istruzione, un piano che non piace a nessuno e che ha fatto scendere in strada accanto alle associazioni studentesche anche sindacati e associazioni di sinistra di vario tipo. Gli studenti piaccia o meno a Renzi esistono per davvero, non sono dei fantasmi, e non gradiscono le sue riforme. Pensarla diversamente da lui non significa essere degli idioti o avere torto, eppure la tracotanza con la quale il governo tratta chiunque osi opporsi è senza limiti e fa presagire un fosco futuro. La mobilitazione è stata accompagnata dallo sciopero dei docenti indetto dai Cobas con la partecipazione degli universitari, che hanno chiesto l’immediato stop al Decreto Sblocca Italia e stigmatizzano lo smantellamento del diritto allo studio. Il prossimo 25 ottobre si terrà una nuova manifestazione con docenti e associazioni studentesche. La sensazione è che le cose andranno avanti ancor più che Gabriele Toccafondi dell’Ncd ha sbolognato con parole di sdegno le proteste: “In quasi tutta Italia oggi gli studenti scioperano contro la riforma de #la buona scuola, con l’accusa che così si vuole svendere la scuola pubblica ai privati. Questa mentalità vecchia è quella che ha contribuito a portarci al 44% di disoccupazione giovanile, a 2 milioni di Neet (persone che non studiano né lavorano) e a tassi di dispersione scolastica sopra il 17%“, una chiusura totale e anche una totale mancanza di rispetto nei confronti degli studenti che esercitano il loro libero diritto di critica nei confronti di politiche sulla scuola assolutamente insufficienti. A Torino i manifestanti hanno bruciato ben quattro fantocci di cartone, raffiguranti Matteo Renzi, Stefania Giannini, Silvio Berlusconi e Maria Stella Gelmini, idealmente accomunati per aver tutti e quattro, in modo diverso, contribuito alla distruzione della scuola e dell’istruzione.  A Cosenza gli studenti hanno lanciato delle uova contro le sedi del Pd, e in quasi tutte le città italiane accanto agli studenti sono scesi in piazza anche centri sociali e gruppi della sinistra; a Milano ci sono stati anche alcuni scontri nei pressi del provveditorato in via Soderini. Comunque è bene che gli studenti si mettano in testa che senza una sponda politica che davvero porti avanti le loro rivendicazioni, e che deve essere formata da zero, nessuno farà i loro interessi. Non certo Matteo Renzi.

 

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