Anche gli Usa si schierano per il "Sì" al referendum costituzionaleTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Anche gli Usa si schierano per il “Sì” al referendum costituzionale

Gravissima, e verrebbe da dire ennesima ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni italiani dopo che l’ambasciatore Usa, John Phillips, è intervenuto in un incontro a Roma presso l’istituto di studi americani per ribadire che il NO al referendum “sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia”.

Molti magari si saranno stupiti leggendo la notizia dell’ennesima ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni del nostro Paese, altri, come chi scrive, un pò meno. Del resto risale a qualche anno fa la notizia della JP Morgan che si augurava il superamento delle Costituzioni antifasciste dell’Europa del Sud ed è quindi palese che a Washington in tanti vedano la Costituzione italiana più come un ostacolo da abbattere che altro. L’ambasciatore Usa in Italia, John Phillips, ha detto chiaramente che il NO al referendum sulla riforma costituzione “sarebbe un passo indietro per gli investimenti stranieri in Italia“. Un ricatto dunque, o comunque un monito che ci ricorda come gli Stati Uniti in realtà considerino l’Italia una sorta di propaggine coloniale. Phillips ha anche aggiunto che l’Italia dovrebbe “garantire stabilità politica“, ma per chi? per gli interessi americani?

Insomma gli Usa fanno una scelta di campo netta che ci mostra ancora una volta in modo netto come la sovranità del nostro Paese sia seriamente messa a repentaglio. Non sorprende quindi che persino Pierluigi Bersani abbia rotto le riserve distaccandosi dalle parole del’ambasciatore in modo piuttosto netto. Eppure, lo ribadiamo, non è certo una novità per chi sostiene da anni che il nostro Paese sia a sovranità limitata in quanto sono in realtà proprio gli americani a decidere cosa sia lecito o no per la nostra democrazia.  Torniamo dunque alla stagione dei ricatti con il responsabile rating sovrani per Europa e Medio Oriente di Fitch, Edward Parker, che ha ammonito a sua volta: “Se prevalesse il No, lo vedremmo come uno shock negativo per l’economia e il merito di credito italiano“. Insomma un motivo in più per votare convintamente NO al referendum e per tutelare quella stessa Costituzione che in troppi vorrebbero stralciare.

Tribuno del Popolo

 

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