Anche il Salento in gara per diventare la "Capitale Europea della Cultura" nel 2019Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Anche il Salento in gara per diventare la “Capitale Europea della Cultura” nel 2019

Nel 2019 tocca a Italia (e Bulgaria) ospitare la Capitale Europea della Cultura e non sembra essere una decisione facile, anzi, non lo è per niente.

L’Italia è un Paese costruito solidamente sulla cultura, sulle origini dei popoli che l’hanno assediata, formata, vissuta, abitata. Siamo il paese dell’architettura, dell’archeologia, delle arti visive, dell’ambiente e del paesaggio. Siamo il Paese che sa dare spettacolo, della musica, della letteratura. E ancora, siamo il Paese di musei e biblioteche, cultura scientifica, formazione, sviluppo, ricerca. Gastronomia.

Al momento le candidature per ricoprire le vesti di Capitale Europea della Cultura 2019 sono:  Aosta, Bergamo, Cagliari, Caserta, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia, Pisa, Ravenna, Reggio Calabria, Siena, Siracusa, Taranto, Torino, Urbino, Venezia.

Una scelta che può imbarazzare, per certi aspetti, vista le città candidate ma una, più di tutte, sembra avere i requisiti giusti per essere fregiata del titolo. Vi parlo di una città e di un territorio visto con un occhio differente da pochi anni. Lecce e il Salento in generale, nell’ultimo decennio sono stati probabilmente il territorio italiano che più ha dimostrato vitalità nel presentare la propria offerta culturale. La città è indubbiamente una piccola perla ricca di storia, arte e tradizioni e si incastona in un territorio che fa della bellezza storico-naturalistica il suo punto di forza. La capacità del territorio è stata quella di saper mettere a sistema il proprio patrimonio, diventando luogo di eventi da vivere e fruire in un’offerta turistica coordinata che è stata felicemente messa alla prova da una crescita esponenziale di arrivi e presenze.

Lecce, pertanto, è già pronta a sostenere un evento così condiviso. Inoltre, la posizione del Salento come cerniera sul Mediterraneo ha reso Lecce centro importante di un bacino europeo che, se pur in una crisi di sistema, ha recuperato l’orgoglio e la dignità di culla della civiltà occidentale. Tutta la cittadinanza è coinvolta dall’Amministrazione comunale attraverso i LUAC- laboratorio Urbano Aperto Creativo. I LUAC sono incontri aperti ai cittadini, agli studenti, agli operatori socio culturali e agli amministratori del territorio, in cui tutti sono chiamati a confrontarsi sulle svariate tematiche e a proporre le proprie idee. Airan Berg, coordinatore artistico di Lecce capitale della cultura 2019, sta incontrando gli operatori culturali, sociali ed economici, coinvolgendoli in un percorso partecipato, costruito sui mattoni delle idee. Anche il sito lecce2019.it è impostato al fine di permettere agli utenti di inviare e proporre pensieri, visioni, utopie. Sicuramente non ha giovato alla candidatura leccese la contemporanea e, a nostro avviso esagerata, candidatura di due capoluoghi di provincia pugliesi (Brindisi e Taranto) e del capoluogo di regione (Bari). Il fatto che, poi, Brindisi si sia ritirata sostenendo Lecce, e Bari abbia fatto la stessa cosa con Taranto, non ha risolto la questione, poiché la Regione Puglia, in forte imbarazzo, non si è schierata con nessuna delle due città candidate. E tutti sappiamo quanto il sostegno regionale renderebbe ancor più forte la richiesta di diventare capitale della Cultura 2019.

Mattia Chetta
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