Anche il tennis nella "narrazione" di RenziTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Anche il tennis nella “narrazione” di Renzi

Che Matteo Renzi fosse sempre in cerca di modi sicuri per far parlare di sè lo si sapeva, e attaccarlo perchè è volato a New York a vedere la storica finale di tennis  Pennetta-Vinci è esattamente quello che voleva. Sempre meglio che essere attaccato nel merito dell’azione politica dopotutto, e infatti in tanti cadono nel tranello.

Bene o male basta che se ne parli. Matteo Renzi i concetti della comunicazione sembra averli capiti molto ma molto bene, e infatti il suo presenzialismo ci induce a pensare che abbia degli ottimi consiglieri di comunicazione. Ogni volta che capita qualcosa di male infatti il premier latita, sembra quasi che non voglia associare mai il suo nome alle disgrazie ma solo alle cose belle. Ecco infatti che Renzi si fa vedere solamente quando c’è qualcosa da festeggiare, quando c’è da stringere mani, da parlare dell’ “Italia migliore”, quella che i “gufi” nella sua narrazione non vogliono vedere. E magari ci crede davvero tra un tweet (immaginiamo) c0n il suo amico Jovanotti e uno Spritz con la Boschi alla faccia della “vecchia sinistra”. Diciamocelo, forse sarebbe stato meglio vedere Renzi in qualche luogo del disagio reale, magari in qualche centro di accoglienza piuttosto che vederlo a New York nella finale degli Us Open, ma questo lo sa anche lui, anzi proprio per questo non va dove c’è disagio, la politica dei social media è anche questa, dopotutto. La politica nell’era dei social media è diventata semplice “narrazione”, laddove il narrato si sovrappone al “reale”, confonde gli elettori veicolando immagini distorte di un Paese. Eppure gli italiani che faticano ad arrivare alla fine del mese e che ogni giorno devono inventarsi qualcosa tra lavori precari, assenza di prospettive e quant’altro, sanno benissimo che il Paese reale è un altro, e forse lo sa anche Renzi infatti proprio per questo evita sistematicamente il confronto con chi sta male o è arrabbiato. Meglio farsi vedere a stringere mani all’Expo oppure a farsi selfie, anche perchè appunto, l’importante è che se ne parli. Ma vi è poi anche chi cade perfettamente nel suo tranello e lo attacca per aver utilizzato un volo pagato dai contribuenti per vedere la finale dell’Us Open. Una polemica legittima, intendiamoci, ma che è manna dal cielo per Renzi che è ben contento di essere attaccato su questa vicenda strumentale piuttosto che nel merito dei contenuti della sua azione politica. Meglio essere accusato di “gigioneggiare” piuttosto che di non star facendo niente per migliorare la vita quotidiana degli italiani. E anche la sua riposta geniale: “Se fosse stato calcio nessuno avrebbe protestato“, la dice lunga sul modo di “rigirare la frittata” del nostro premier che, al posto che prendersi le proprie responsabilità, è un maestro nel far sentire in colpa gli italiani, che siano semplici “gufi” o quant’altro.

@Gb

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