Anche l'Egitto appoggia la Russia contro l'IsisTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Anche l’Egitto appoggia la Russia contro l’Isis

Il governo dell’Egitto di Abdel Fattah Al-Sisi ha detto di non condividere le critiche occidentali rivolte all’intervento russo in Siria contro l’Isis. La decisione del Cremlino incassa quindi anche il “placet” di un altro attore fondamentale nella regione.  E la vicinanza tra Egitto e Russia è un altro colpo alla politica estera degli Usa. 

Quando il vento delle “Primavere Arabe” spirava forte, l’Egitto venne interessato dalla rivolta di “Piazza Tahrir” contro il presidente Mubarak che sarebbe culminata con la vittoria elettorale dei Fratelli Musulmani e il rischio dell’islamizzazione massiva del Paese. A seguito delle oltre venti milioni di firme raccolte dall’opposizione laica egiziana l’esercito ha deciso di intervenire e di arrestare l’ex presidente Morsi, poi condannato a morte da un tribunale per via dei drammatici momenti di quei giorni. Con la nuova era di Al-Sisi, peraltro aspramente criticata dagli Stati Uniti, l’Egitto si è avvicinato molto alla Russia con cui ha stretto tutta una serie di accordi commerciali e non.

Ora che la Russia ha rotto gli indugi e ha deciso di entrare in scena in Siria, l’Occidente ha aspramente criticato la decisione del Cremlino, accusando Putin di voler solo incancrenire il conflitto e di voler solo puntellare Assad. L’Egitto, finora rimasto silente, ha detto ufficialmente (Fonte AGI) di non condividere affatto le critiche occidentali rivolte all’intervento russo in Siria contro l’Isis. Al contrario, ha detto di ritenere che tali raid russi potrebbero realmente infliggere un colpo fatale all’Isis. Lo ha fatto esprimendo la sua posizione ufficiale tramite il suo ministro degli Esteri, Sameh Shoukry: “L’ingresso (nel teatro siriano) della Russia, viste le sue potenzialita’ e capacita’ avra’ l’effetto di sradicare il terrorismo in Siria”.  Insomma parole chiare che certificano l’avvenuto smarcamento dell’Egitto dalla politica estera degli Stati Uniti e sancisce l’avvenuto allineamento con il Cremlino, confermato anche dalla visita ufficiale realizzata da Al Sisi ad agosto a Mosca nella quale i due paesi hanno proposto di formare una coalizione anti-terrorismo. A giugno Egitto e Russia avevano effettuato le prime esercitazioni navali congiunte della loro storia, un messaggio molto chiaro anche ai paesi del Golfo, che continuano al contrario a finanziare i gruppi armati sunniti in Siria.

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