Ancora insulti alla Kyenge. Ma nessuno ferma la LegaTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Ancora insulti alla Kyenge. Ma nessuno ferma la Lega

E’ possibile offendere in modo razzista un ministro impunemente? Certo che sì. E’ davvero possibile che nessuno sia in grado di fermare un partito come la Lega Nord che secondo noi viola lo spirito della Costituzione e della Repubblica Italiana?

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Di solito non si dovrebbe cadere in provocazioni per evitare di dare ragione ai “furbetti” che provocano. Purtroppo però a distanza di vent’anni dalla sua esistenza possiamo asserire con certezza che la Lega Nord non provoca, evidentemente pensa davvero quello che dice. Negli ultimi mesi la Lega Nord ha lanciato “odio” a piene mani nella società italiana, e lo ha fatto impunemente, senza che nessuno facesse nulla per fermarli. Non solo, sempre la Lega Nord è stata negli ultimi tre anni al centro di scandali vergognosi, ma come se nulla fosse i membri del Carroccio vanno in tv a testa alta, come se fossero un partito come tanti. Un partito come altri non sono invece in quanto i membri della Lega Nord da anni insultano e offendono le minoranze, i diversi, gli stranieri. Li offendono impunemente, consapevoli che evidentemente nessuno può fermarli o vuole fermarli. Così dopo Borghezio e le sue uscite razziste ai danni di persone di colore, ci ha pensato Calderoli a paragonare il ministro Kyenge a un “orango”. Calderoli è stato poi costretto a a chiedere scusa alla Kyenge, scuse non molto sincere ma obbligate, e si pensava che l’incidente fosse finito, invece no. Maroni aveva risposto quasi in modo seccato, come se le scuse richieste gli pesassero, e le parole di Calderoli sono sembrate insincere sin dall’inizio. Facile pensare che la questione non fosse finita lì’, e infatti Andrea Draghi, assessore leghista alla sicurezza del comune di Montagnana e consigliere provinciale di Padova, ha pensato bene di pubblicare sul suo profilo Facebook una foto della Kyenge con la scritta “Dino dammi un Crodino“. Questa vergogna arriva dopo che una consigliera di quartiere leghista a Padova aveva esternato l’augurio di venire stuprata alla Kyenge. Sulla base di cose vengono puniti gli ultras allo stadio per le offese razziste se le istituzioni sono incapaci di impedire a personaggi razzisti di mettersi in mostra impunemente? Zaia, governatore leghista del Veneto, forse ha fiutato prima di altri la bufera e ha cercato di gettare acqua sul fuoco: “Un atto, che se confermato è da condannare senza se e senza nella maniera più assoluta. Questo signore si scusi e tolga la foto dal suo profilo Facebook. Il partito prenda immediatamente le distanze e i provvedimenti del caso. Questo fatto lo considero più grave degli altri perché avviene dopo una serie di fatti e polemiche che avrebbero dovuto far capire anche a chi finge di non capire che queste offese appaiono intollerabili e sono estranee al confronto e alla dialettica politica“. La questione è stata sollevata dalla deputata del Pd Giulia Narduolo, ma a parte le solite prese di distanza bipartisan ancora una volta sembra che non verrà fatto nulla per fermare la Lega Nord. In questo Paese solitamente non si può scherzare su nulla, viene preso tutto sul serio, tutto tranne il razzismo. E il fatto che Maroni non prenda posizione in modo energico dimostra ancora una volta la doppiezza della Lega Nord, un partito costretto a rifugiarsi nell’intolleranza oltranzista pur di non perdere gli ultimi fedelissimi padani.

Gracchus Babeuf

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