Ankara e Damasco, due pesi e due misureTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Ankara e Damasco, due pesi e due misure

Due pesi e due misure. Stiamo parlando delle rivolte esplose in Turchia, giunte al quinto giorno di scontri, e alle rivolte esplose oltre due anni fa tra Siria, Libia ed Egitto. I media hanno dato ampio risalto alle rivolte dei paesi arabi, mentre cercano di minimizzare quel che succede in Turchia. Perchè?

Quello che vedete qua sotto si chiamava Etham Sarisuluk, era un manifestante rimasto ucciso ad Ankara di cui abbiamo reperito la foto dal web (barudanet), e non è purtroppo l’unica vittima dopo questi cinque giorni di furibondi scontri con la polizia. Oltre a lui si segnalano altri due morti, e un numero imprecisato di feriti più o meno gravi; per non parlare di tutti quei manifestanti che hanno perso la vista a causa dei lacrimogeni sparati altezza uomo dagli agenti di sicurezza turchi.

Ethem-Sarisuluk-31

 

In Turchia stiamo assistendo a una rivolta di popolo che ha trovato la scusa dell’abbattimento del parco Gezi per esprimere un malcontento dalle radici profonde, un malcontento che va ben oltre quello che i media occidentali raccontano.  A seconda del fatto che il governo che subisce le contestazioni sia o meno allineato alla Nato e all’Occidente, i media affrontano con un taglio differente la realtà. Così il confine che separa uomini di Stato come Recep Tayyp Erdogan da ferocissimi massacratori del proprio stesso popolo, vedi Assad, cambia continuamente a seconda del messaggio che si vuole veicolare e degli obiettivi che si vogliono conseguire. Un governo critico nei confronti degli Stati Uniti non potrà permettersi nemmeno un ginocchio sbucciato, altrimenti verrà definito alla stregua di regime criminale e antidemocratico. Viceversa, se un governo si allinea completamente ai voleri della Casa Bianca, otterrà una sorta di lasciapassare per porre fine in tutti i modi alle rivolte. Ricordate il massacro del G8 di Genova? In quel caso nessuno parò di dittatura che massacrava il suo stesso popolo. Ne hanno parlato però quando il “regime” che commetteva violenze era un regime scomodo per motivi strategici ed economici, ricordate Muammar Gheddafi e le finte fosse comuni?

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