Anno nuovo, vecchia propaganda pro NatoTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Anno nuovo, vecchia propaganda pro Nato

Anna Zafesova, una esperta di “La Stampa” ha cominciato il 2016 con un articolo di prima pagina intitolato in modo preoccupato: “Nuova dottrina Putin: la Nato è il nemico” in cui accusa il Cremlino di aver individuato come minaccia principale per la sicurezza della Russia la Nato. Peccato che Mosca sia anche l’unica a fare qualcosa di fattivo contro lo Stato Islamico.

Esistono analisti e opinionisti che non si concedono il riposo nemmeno nei giorni festivi. Ogni giorno può essere quello giusto per fare propaganda, e in questo Anna Zafesova de “La Stampa” mostra di essere una vera professionista. Il quotidiano piemontese infatti ha pubblicato in prima pagina un articolo dal titolo  ”Nuova dottrina Putin: la Nato è il nemico” nel quale sostanzialmente ha dipinto la Russia come un paese aggressivo che ritiene la minaccia della Nato superiore a quella del terrorismo islamico, niente di più falso dal momento che la Russia è a oggi l’unico paese che sta realmente combattendo contro lo Stato Islamico. La Zafesova sembra essere particolarmente male informata dal momento che pone l’accento proprio su questo, accusando la Russia di ritenere il terrorismo islamico una minaccia subordinata a quella dell’Occidente. La giornalista de “La Stampa” evidentemente ha preferito fare finta di nulla di fronte alle notizie di alcuni paesi del cosiddetto Occidente che utilizzano un doppio standard nei confronti dell’Isis quando non lo finanziano direttamente, vedi Arabia Saudita ma anche Turchia.

Una distorsione della realtà talmente grottesca da sembrare falsa, eppure è vero, la Zafesova ha avuto il coraggio di accusare la Russia di voler rinfocolare i conflitti con l’Occidente quando la Nato è arrivata progressivamente ai confini con la Russia, e non viceversa. Inoltre l’astuta giornalista de “La Stampa”, che ha una produzione di articoli anti-Putin invidiabile, procede oltre con la distorsione della realtà strumentalizzando quanto dichiarato da Putin e fingendo di non capire il significato molto chiaro delle sue parole quando dice che l’Isis altro non è che il risultato del doppio standard nella politica internazionale di alcuni paesi. La Zafesova non vede la trave dei rapporti oscuri tra Nato e Isis ma vede la pagliuzza della Russia che intende difendere i propri interessi impedendo la cacciata di Bashar al-Assad, peraltro il presidente legittimo della Siria fino a prova contraria. Insomma siamo al mondo dell’assurdo dove chi combatte l’Isis viene accusato di non vederlo come vera minaccia mentre chi sostiene a parole di volerlo combattere mentre nella realtà lo aiuta è considerato un “buono”. E poi dicono che i tempi dell’ “ideologia” sono finiti…per Zafesova e soci i tempi dell’ “impero del male” di reaganiana memoria non sono mai finiti.

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