Anonymous aderisce a petizione per chiudere GuantanamoTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Anonymous aderisce a petizione per chiudere Guantanamo

Anonymous ha appena rilanciato l’iniziativa  #opGTMO, “Operation Guantanamo“, con la quale si chiede la chiusura immediata della Prigione di Guantanamo Bay, a Cuba.

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Esiste un luogo, a Cuba, dove i diritti delle persone non esistono. Stiamo parlando della prigione di massima sicurezza di Guantanamo, ultimo possedimento a stelle e strisce in territorio cubano, dove restano reclusi decine e decine di detenuti senza alcuna garanzia nè diritto. Ora però i detenuti di Guantanamo hanno degli amici in più, si tratta degli attivisti di Anonymous che, hanno rilanciato una petizione sul sito Change.org grazie all’ex capo procuratore della Commissione Militare su Guantanamo, il Colonnello Morris Davis, per chiedere la chiusura immediata della Prigione.Gli attivisti del web hanno lanciato vari cinguettii su twitter dall’account ufficiale dedicato alla comunicazione (AnonyOps) e dall’account dell’Operazione Guantanamo (OpGTMO), indirizzati al pubblico, per invitarli a firmare la petizione online, e indirizzati anche a Michelle Obama, cui hanno ricordato che “anche i prigionieri innocenti di Guantanamo hanno delle madri”, proprio nel “Giorno della Mamma”.

opGTMO_Anonymous

Morris Davis, che Guantanamo la conosce bene per essere stato per oltre due anni capo procuratore, non è stato del resto per nulla tenero con gli Stati Uniti: “Ho accusato personalmente l’autista di Osama Bin Laden, Salim Hamdan, l’australiano David Hicks e il giovane canadese Omar Khadr. Tutti e tre erano colpevoli… e sono stati rilasciati da Guantanamo. Oltre 160 uomini che non sono mai stato accusati di alcun reato, tanto meno accusati di un crimine di guerra, rimangono a Guantanamo senza conoscere il giorno della fine della loro permanenza. C’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato con un sistema dove non essere accusato di un crimine di guerra ti porta alla permanenza in carcere e l’accusa di un crimine di guerra è il tuo biglietto per casa”. Il Colonnello ha ricordato come fino al 29 aprile ben 100 uomini dei 166 detenuti presenti abbiano iniziato uno sciopero della fame che ha portato 26 di loro ad avere gravi problemi di salute; come se non bastasse alcuni di loro sono “imprigionati da oltre 11 anni senza accuse o processi”. Una vergogna senza fine che avviene sotto gli occhi di tutti, anche per questo Davis ha chiesto al Segretario della Difesa, Charles Hagel, di “utilizzare i suoi poteri per effettuare i trasferimenti necessari da Guantanamo” e al Presidente Obama di operare effettivamente la chiusura di Guantanamo: “Obama ha annunciato il 30 aprile che sta programmando la chiusura di Guantanamo, ma ha già fatto questa promessa prima. Ora è il momento di obbligarlo a promettere e spingerlo a velocizzare i vari passaggi necessari a dismettere la Prigione della Baia di Guantanamo”. Infine Davis ha fatto anche una riflessione più profonda, sicuramente condivisibile e che merita di essere riportata integralmente:  “Se qualunque altro stato avesse trattato i prigionieri nel modo in cui noi stiamo trattando quelli di Guantanamo, noi avremmo criticato immediatamente quello stato. Non potremo mai riconquistare l’altezza morale e legale di cui pretendiamo di avere diritto, finché operiamo noi stessi ciò che poi condanniamo con veemenza”. Dopo solo pochi giorni su internet sono giù state raggiunte quasi 200.000 firme, che sono la soglia minima per presentarle direttamente al Presidente degli Stati Uniti.

Gracchus Babeuf

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