Anonymous attacca il sito della Lega Nord come gesto contro il razzismoTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Anonymous attacca il sito della Lega Nord come gesto contro il razzismo

Anonymous il 16 novembre ha oscurato il sito della Lega Nord e ha diffuso dati e conversazioni di simpatizzanti che confermerebbero l “ideologia razzista” del Carroccio. Il gruppo di attivisti e hacker ha poi invitato tutti a scaricare e diffondere i dati. 

La Lega Nord di Salvini, gli va riconosciuto, è tornata a essere un partito vivo e infatti le tv la premiano con continui inviti del suo leader. Anonymous, il gruppo di hacker e attivisti mondiale che abbiamo imparato a conoscere, è tornato a colpire il 16 novembre oscurando il sito della Lega Nord e non solo, anche diffondendo dati e conversazioni private dei simpatizzanti per dimostrarne l’ideologia razzista. Obiettivo degli hackers, peraltro dichiarato, era quello di danneggiare le attività del Carroccio, e a questo proposito hanno anche motivato online la loro azione: La bassezza degli slogan razzisti espressa nelle email che i simpatizzanti leghisti inviano al loro gerarca preferito (Salvini, Maroni) esprime a pieno il degrado subumano che si incarna nel Carroccio”. I ragazzi di Anonymous hanno diffuso anche un vero e proprio comunicato assieme ai link per scaricare il file: “E’ necessario mettere un freno a una deriva razzista alimentata da gruppi come la Lega Nord che, negli anni passati, ha causato incendi e sgomberi di campi nomadi (Sinti e Rom), costituendo quella che a tutti gli effetti è stata una vera e propria pulizia etnica“. Non è passato inosservato poi l’avvicinamento tra la Lega di Salvini e il gruppo neofascista di Casa Pound, ed è impossibile non ricordarsi che era proprio un aderente di Casa Pound a essere rimasto coinvolto nell’assassinio di due senegalesi a Firenze due anni fa. Anonymous ha comunque preso d’assalto anche altre pagine web, il 15 novembre era stato il turno del sito della Procura di Torino, colpito come gesto di solidarietà nei confronti dei tre attivisti No Tav per cui sono stati chiesti nove anni di carcere; il 12 novembre invece gli attivisti hanno rubato dati sensibili dal sito del Sindacato di polizia (Sap), come gesto di solidarietà nei confronti della famiglia di Stefano Cucchi, il ragazzo misteriosamente ucciso dopo essere stato arrestato. Ma gli hacker continuano a colpire anche all’estero mostrando quindi capacità di coordinamento impensate: nei giorni scorsi sono stati attaccati il sito del Dipartimento di Stato Americano e l’account twitter del Ku Klux Klan.

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/anonymous9000/4280254856/”>Anonymous9000</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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