Anticipo del decreto del fare 2Tribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Anticipo del decreto del fare 2

Presto si lavorerà per la seconda fase del progetto di rilancio dell’economia del governo Letta. Al centro dell’attenzione ci saranno le imprese e le tasse.

Nonostante le tempestose vicende che stanno mettendo a dura prova la resistenza del governo, il premier Enrico Letta continua con il suo programma di risanamento del Paese.

La prima tappa del Decreto del Fare ha suscitato molte polemiche per l’insufficienza e la scarsa efficacia delle soluzioni adottate.

Probabilmente non sarà risolutiva neanche questa seconda fase che a stento e con duri contraccolpi riuscirà a passare.

Da quello che possiamo capire dalle prime bozze, i destinatari del provvedimento sono innanzitutto le piccole e medie imprese, motore fondamentale dell’economia di un Paese. Le misure prevedono una dilazione dei debiti fiscali e verranno semplificate alcune modalità sull’acquisizione di garanzie di varia natura per i contratti di finanziamento a medio e lungo termine.

Una buona notizia arriverà anche per tutti coloro che pagano le tasse, e in particolare la bolletta della luce; il Gse (Gestore Servizi Energetici) reperirà nuove risorse emettendo obbligazioni sul mercato e per i produttori si preparerà un sistema di incentivazione che permetterà di effettuare tagli sulla bolletta elettriche.

Novità ci saranno per le stazioni di rifornimento di benzina. Per ridurre i costi del carburante e azzerare il gap di prezzo con l’Ue, ovvero per rimetterci alla pari con l’Ue sui prezzi della benzina, si prevederà una chiusura dei distributori, a partire da quelli che dimostreranno di non rispettare le norme di sicurezza, con l’obiettivo di giungere in 2 anni alla chiusura di 5.000 impianti inefficienti (non è una buona notizia per quei benzinai che chiuderanno).

A differenza del Decreto del Fare1 che aiutava i non diplomati a trovare lavoro, e anche coloro che non riuscivano a occupare un impiego da sei anni, il Decreto del Fare2 ora si occuperà di figure più professionali.  L’incentivo ad assumere per le pmi (piccole e medie imprese) sarà del 35%. Si richiederanno figure professionali, con almeno un anno di esperienza nel campo del commercio internazionale. In più si penserà a incentivi per il 50% per ogni tipo di investimento di innovazione industriale facendo ricorso ai finanziamenti Bei (Banca Europea degli Investimenti).

Probabilmente si penserà anche a possibili bonifiche e riconversioni industriali o di sviluppo per i siti inquinati.

Un altro vantaggio di cui godranno le pmi ammonta a 10.000 euro per l’acquisto di software, hardware o per la connessione a banda larga o ultra larga.

Letta si difende dalle accuse di insufficienza delle iniziative «Ogni tanto sento dire che non stiamo facendo niente. Chi lo sostiene non conosce la fatica di chi sta provando a tenere insieme le istituzioni in questo momento. Ciò che abbiamo fatto (dalla scuola al lavoro per i giovani) non sono elementi rivoluzionari ma cambiamenti di tendenza. Servono per uscire dall’emergenza e tracciare una rotta».

Direi che il vero problema non sia la buona, o inutile per alcuni, volontà di Letta, ma la causa di gran parte dei mali d’Italia, Silvio Berlusconi, che dopo oltre vent’anni di cattiva politica ancora insiste, nella sfacciataggine più totale sua e di coloro che lo sostengono, a continuare un percorso politico che chiaramente ci danneggia e sembra volerci trascinare con lui alla rovina.

Glenda Silvestri

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