Apple, i maghi dell'evasioneTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Apple, i maghi dell’evasione

Secondo il Congresso americano la Apple avrebbe eluso le tasse per 74 miliardi di dollari. Alla faccia del modello Steve Jobs da imitare nel mondo

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Il capitalismo è fatto così, ha bisogno di favole da raccontare per invogliare il popolo a credere che sia un sistema meritocratico, dove il merito e il successo dipendono unicamente dalla bravura del singolo. Così in molti hanno parlato estasiati della Apple, mitizzando in modo grottesco la figura di Steve Jobs, come se avesse arrecato alla vita dell’umanità un progresso indiscutibile. Ora però i nodi vengono al pettine dopo che il Congresso di Washington ha scoperto che la Apple avrebbe eluso il fisco americano per una cifra vicina ai 74 miliardi di dollari. Il fatto che le multinazionali Usa utilizzino letteralmente ogni appiglio legale per minimizzare il proprio carico fiscale è il segreto di Pulcinella, ma le dimensioni dell’elusione fiscale del colosso informatico ha lasciato sbalorditi. Non certo noi dal momento che non abbiamo mai provato alcuna simpatia per una multinazionale come la Apple che, oltre che a sfruttare i suoi lavoratori, ora si scopre essersi permessa a frodare il fisco per miliardi.  L’indagine dei parlamentari  ha ricostruito una “ragnatela di filiali all’estero”, opportunamente collocate in paradisi fiscali o comunque paesi con esenzioni sulle imposte societarie, come l’Irlanda. In questo modo la Apple ha giocato sull’ubicazione geografica dei propri utili, pagando tasse ridicole. Un esempio citato nell’indagine riguarda una filiale Apple situata in Irlanda che nel 2011 ha realizzato 22 miliardi di profitti e su quelli ha pagato appena lo 0,05% di imposte. Bella la vita per le multinazionali, che, a differenza dei lavoratori, godono quasi dell’impunità di fronte alle leggi. ma c’è di più, molte delle filiali estere della Apple altro non erano che semplici specchi per le allodole, senza alcun dipendente, e gestite direttamente dalla California. Il senatore democratico Carl Levin al termine dell’indagine ha attaccato: “Apple non si accontenta di spostare i suoi profitti nei paradisi fiscali offshore, cerca l’esenzione totale,pretende di non avere residenza fiscale da nessuna parte”. Secondo stime approssimative il valore totale delle imposte che Apple sarebbe riuscita a sottrarre al fisco americano è stato stimato a 74 miliardi tra il 2009 e il 2012. Insomma per gli amanti e gli ammiratori di Steve Jobs un brusco risveglio nella realtà.

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