Arabia Saudita. 21enne verrà giustiziato perchè "dissidente"Tribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Arabia Saudita. 21enne verrà giustiziato perchè “dissidente”

 Un 21enne saudita verrà decapitato e poi crocifisso in pubblico per aver partecipato a 17 anni a una manifestazione antigovernativa. Eppure nessuno in Occidente pone la questione di rompere le relazioni amichevoli con l’Arabia Saudita.

Si può morire decapitati e crocifissi a 21 anni nel 2015? Purtroppo sì, e non solo all’interno dei confini dello Stato Islamico. Accade anche in paesi nostri “alleati” come l’Arabia Saudita, e lo riferisce Rai News. La terribile colpa di questo 21enne è quella di aver preso parte nel 2012, quando aveva solo 17 anni, a una manifestazione antigovernativa. La sentenza di decapitazione e crocifissione è stata emessa da un tribunale di Gedda nel maggio 2015 ed è stata confermata dalla Corte Suprema. In questi giorni dunque il giovane verrà giustiziato in pubblico e la notizia comincia a fare il giro del mondo, ad esempio ne ha parlato il Times. Nonostante parole di sdegno però nessun paese ha in mente di fare alcunchè di pratico per provare a salvare il giovane, il cui nome è Ali al-Nirm, nipote di Sheikh Nimr al-Nimr, 53 anni, storico critico del regime saudita. Stranamente nessun governo parla di “stato canaglia” nè di pratiche barbariche poste in atto dal governo saudita, eppure gli stessi che oggi appaiono silenti sono gli stessi che strepitano e urlano allo scandalo quando c è da accusare qualche governo sgradito. Segnaliamo come in altre circostanze, vedi quando lo Stato responsabile di violazioni era l’Iran solo per fare un esempio, tutti i media invece dedichino ampio spazio a petizioni, boicottaggi e ogni genere di iniziativa sull’argomento, mentre invece quando accadono in Arabia Saudita o altrove queste stesse notizie vengono relegate in secondo piano.

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