Arabia Saudita e Iran non sono uguali per l'OnuTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Arabia Saudita e Iran non sono uguali per l’Onu

Il recente scontro diplomatico tra Arabia Saudita e Iran ha visto l’Onu lanciare una mozione di condanna contro Teheran per non aver difeso le sedi diplomatiche saudite e tacere, ancora una volta, sulle esecuzioni di massa contro oppositori politici del regno saudita. 

Come potrebbe definirsi diversamente da doppio standard quanto accaduto in seno alle Nazioni Unite all’indomani della crisi diplomatica tra Riad e Teheran?  Prima facciamo un passo indietro e ricordiamo quanto successo: l’Arabia Saudita ha giustiziato ben 47 persone in un giorno, una vera e propria esecuzione di massa, tra cui un importante sceicco sciita chiamato Nimr al-Nimr. Non solo, i sauditi erano perfettamente a conoscenza di quanto sarebbe successo a seguito di questa esecuzione, ovvero la reazione del mondo sciita con proteste di massa. Tale reazione è puntualmente arrivata, e infatti la folla in Iran ha assaltato diverse ambasciate saudite, scatenando in questo caso la dura reazione della comunità internazionale, silente quando si tratta invece di tirare le orecchie a Riad o a Washington. Questo nonostante le stesse autorità iraniane abbiano arrestato una quarantina di persone con l’accusa di aver realizzato gli assalti e inviato una lettera di scuse alle Nazioni Unite, mentre al contrario i sauditi non hanno nemmeno lontanamente intenzione di chiedere scusa per le esecuzioni capitali realizzate. Così Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait e Emirati Arabi Uniti hanno sospeso ogni rapporto politico con Teheran, con l’Iran che viene così identificato come il fattore destabilizzatore in Medio Oriente. Strano dato che Arabia Saudita, Qatar e gli altri paesi del Golfo ingeriscono da anni negli affari interni della Siria impunemente, e le Nazioni Unite in questo senso non hanno fatto nulla nemmeno per punire i sauditi per la terribile guerra condotta in Yemen che ha ucciso migliaia di civili innocenti di fronte al silenzio vergognoso della comunità internazionale. Così le Nazioni Unite hanno inviato una mozione ufficiale di condanna ai danni dell’Iran per l’aggressione alle sedi diplomatiche e, ancora una volta, hanno taciuto sull’Arabia Saudita. Come ricorda il sempre ottimo Fulvio Scaglione, vicedirettore di Famiglia Cristiana, mentre il mondo finge di indignarsi per l’Iran “Nel frattempo in Bahrein restano in carcere duemila oppositori politici e domani, se nulla cambia, andrà sotto processo Mohammed al-Maskati, fondatore della Lega Giovanile per i Diritti Umani, tre anni fa accusato di “partecipazione a una riunione illegale” e da allora perseguitato con campagne diffamatorie, minacce di morte e arresti. La famosa “riunione illegale” era un incontro pubblico a Ginevra, a margine della riunione del Consiglio Onu dei diritti umani, in cui aveva denunciato la repressione della Primavera del Bahrein nel febbraio del 2011” (leggi l’articolo di Scaglione). Impossibile infine non ricordare il paradosso secondo cui il Consiglio Onu dei diritti umani è presieduto dall’ambasciatore dell’Arabia Saudita Faisal bin Hassan Thad, al punto che sembrerebbe quasi uno scherzo di cattivo gusto.

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