Arabia Saudita-Stati Uniti. Amici per la pelle tra decapitazioni e diritti civili | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Arabia Saudita-Stati Uniti. Amici per la pelle tra decapitazioni e diritti civili

L’Arabia Saudita è un Paese ritenuto un saldo alleato dell’Occidente. Anzi ultimamente si è persino ritagliato un ruolo di protagonismo in Medio Oriente, lottando per la “democrazia” in Siria e in Libia contro i dittatori “cattivi” Gheddafi e Assad. La realtà però è un pò diversa…

saudi

Informandosi guardando la tv si ha un’idea completamente distorta della realtà in alcuni paesi. Anatemi e invettive contro i cosiddetti regimi sono stati scagliati contro la Libia di Muammar Gheddafi e contro la Siria di Bashar al-Assad, accusati di essere turpi dittatori assetati di sangue colpevoli di tenere il proprio popolo in catene. Peccato che a dirlo non sono paesi scevri da critiche, tra i paesi accusatori si trova anche l’Arabia Saudita, paese che i diritti umani non sa nemmeno che cosa siano. Riad però è un saldo alleato dell’Occidente soprattutto a causa dei suoi enormi giacimenti di petrolio, e quindi i censori dell’occidente fingono di non guardare quanto succede in Arabia Saudita. In compenso negli altri paesi ci vedono benissimo, vedi Libia, Siria, e prima Iraq e Serbia. Per far capire ciò di cui stiamo parlando basti ricordare che in Arabia Saudita le donne fino a pochissimo tempo fa non potevano guidare (e anche oggi vi sono violenti dibattiti in questo senso), e la pena di morte è all’ordine del giorno, forse è per questo che hanno trovato un’intesa di ferro con la Casa Bianca. Basti pensare che nelle ultime ore un saudita  condannato alla pena capitale per omicidio e’ stato decapitato oggi con la spada a Hafr al-Baten, nel nord-est del Paese. Il malcapitato era stato  riconosciuto colpevole di aver accoltellato a morte un altro saudita, Abdel Aziz al-Matiri, durante una lite. Insomma due pesi e due misure, nessuno si permette di cominciare campagne per i diritti per i cittadini sauditi, e anzi si consente persino a Riad di armare e finanziare i ribelli siriani in nome di una meglio precisata libertà. Poi però a guardar meglio si verifica che la Libia di Gheddafi e la Siria di Assad erano (la Siria lo è ancora) due paesi dove gli estremisti religiosi non ottenevano spazio, e dove la laicità dello Stato era all’ordine del giorno. Ecco spiegato l’attivismo dei sauditi nel finanziare e supportare i ribelli anti-regime, e all’Occidente ovviamente tutto ciò va benissimo dal momento che i sauditi sono particolarmente generosi nel fare affari, a differenza dei cattivoni dittatori che hanno il vizio di voler nazionalizzare le risorse naturali e di difendere la sovranità.

NaD

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