Argentina: a quarant'anni dal golpeTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Argentina: a quarant’anni dal golpe

Questo anniversario del Colpo di Stato si presenta a noi mentre attraversiamo una congiuntura estremamente difficile. Il trionfo di Maurizio Macri e la messa in moto di un governo che impone una politica di tagli, licenziamenti e repressioni e allo stesso tempo firma la capitolazione davanti ai fondi avvoltoio e si prepara a iniziare un ciclo di indebitamento ci presenta un panorama molto chiaro di quello che stiamo attraversando, con alti e bassi, negli ultimi anni.

Condanniamo questa situazione, la presenza di Barack Obama nel paese rappresenta un ulteriore oltraggio per chi lotta contro la dittatura avallata e incentivata dall’imperialismo nordamericano.

Per questo desidero dare in questo momento un forte riconoscimento alla lotta di tutte le vittime del terrorismo di Stato in Argentina e specialmente ai militanti del Partito Comunista e della Fede (l’organizzazione giovanile del Partito Comunista argentino n.d.t.), che si caratterizzarono per aver adottato atteggiamenti esemplari, come parte di una cultura politica che si è forgiata nel calore della lotta contro l’ingiustizia, lo sfruttamento e la discriminazione e per essere oggetto della persecuzione permanente da parte delle classi dominanti e dello Stato borghese argentino.
Il nostro partito ha accumulato meriti tragici in questa lotta, affrontò per primo la tripla A (Alleanza Anticomunista Argentina, organizzazione di estrema destra che negli anni 70 uccise diversi compagni di spicco della sinistra argentina già prima del colpo di Stato n.d.t.), la cui paternità nell’assassinio del compagno Carlos Banylis è stata dimostrata da una recente sentenza, e dopo il colpo di Stato, combattè contro la dittatura, difese le proprie vittime e quelle di tutti i partiti ed in nessun caso, come accadde ad altre forze politiche, come il giustizialismo, il radicalismo o il socialismo, mise i propri quadri al servizio della dittatura.

Il golpe del 1976 obbediva ad un piano nazionale e internazionale pilotato dagli Stati Uniti con l’obiettivo di porre fini a tutti gli elementi dello stato di benessere che si erano sviluppati dalla Seconda Guerra mondiale e teneva in grande considerazione il fatto che la Rivoluzione cubana stava cessando di essere una “eccezionalità insulare” per trasformarsi nella base della crescita delle forze di sinistra in America Latina.

Noi comunisti ci sentiamo orgogliosi di esserci costituiti come l’unico partito querelante per la difesa dei diritti delle sue vittime e di tutte quelle del terrorismo di Stato. Questo non è casuale, ma è assolutamente coerente con la nostra storia.

Oggi continuiamo a promuovere questa lotta, esigendo la deroga della legge antiterrorismo, la libertà di Milagro Sala (dirigente política dell’Organización Barrial Túpac Amaru eletta nel 2013 come deputata provinciale del Frente Unido e prigioniera politica da Gennaio 2016 n.d.t.), opponendoci al Protocollo di sicurezza, all’accordo sui fondi avvoltoio e ai licenziamenti e alle manovre portate avanti dal governo.

Come abbiamo detto nella nostra dichiarazione, invitiamo i nostri compagni e tutti i compagni del campo popolare a portare avanti azioni unitarie, organizzate, di carattere antimperialista e di liberazione nazionale e sociale, in solidarietà con i popoli latinoamericani aggrediti dall’imperialismo.

Questa è la lotta che dobbiamo condurre per la nostra storia e il nostro futuro.

Patricio Echegaray, Segretario del Partito Comunista dell’Argentina

da radiocadenanacional.com.ar

Traduzione di Giulia Salomoni per Marx21.it

 

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