Argentina. Buenos Aires ha paura del default 2.0Tribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Argentina. Buenos Aires ha paura del default 2.0

Paura in Argentina per lo spettro di un nuovo default che potrebbe diventare realtà già in questa settimana se non verrà trovato un accordo di qualche tipo tra Buenos Aires e i creditori americani. 

In Argentina ora hanno paura per davvero di un secondo default che potrebbe diventare una tragica realtà già nei prossimi giorni. Alla mezzanotte di mercoledì 30 luglio infatti, scadrà il periodo concesso all’Argentina per pagare i titoli del debito sovrano. Nelle prossime ore infatti una delegazione del governo argentino dovrà incontrarsi con i rappresentanti dei fondi americani e il mediatore nominato dal tribunale di New York, Daniel Pollack. Lo spettro del default è reale e gli argentini hanno paura di assistere al secondo default in meno di 13 anni, che avrebbe conseguenze a dir poco devastanti per l’economia del paese sudamericano. Spaventano non poco gli “avvoltoi” degli hedge funds americani che finora si sono sempre opposti a sconti sul debito mettendo in seria difficoltà Buenos Aires, e le trattative tra le parti condotte sino a qui, almeno per il momento, non hanno portato a nulla. Il destino è quindi legato al pagamento degli interessi sui titoli del Tesoro in mano agli avvoltoi a stelle e strisce dell’Aurelius Capital Management e del Nml Capital. Il tutto era nato dal problema legato alla ristrutturazione del debito argentino con il 92% dei creditori che, tra il 2005 e il 2010, avevano accettato di fare uno sconto a Buenos Aires, mentre l’8% si era fieramente opposto. Molto di questo debito rimasto fu acquistato a prezzi ridicoli dai due fondi americani che hanno poi fatto causa a Buenos Aires presso un tribunale di New York per ottenere il pagamento completo. Il giudice Griesa ha condannato Buenos Aires a pagare tutti i loro titoli al prezzo intero e per di più ha proibito all’Argentina di liquidare separatamente gli altri creditori. Come se non bastasse il denaro argentino è per ora bloccato in diverse banche americane di conseguenza Buenos Aires è stata messa col coltello alla gola dal momento che rischia il default sia pagando i fondi avvoltoio (dal momento che poi dovrebbe liquidare anche tutti gli altri), sia non pagando. Dal conto loro i fondi americani pensano di tenere il toro per le corna e non intendono fare nessuno sconto all’Argentina, da parte sua invece la presidente Cristina Kirchner ha detto chiaramente di non voler negoziare direttamente e di voler piuttosto aspettare la fine del 2014, quando cioè scadrà la clausola di salvaguardia. Il rischio però è quello di un deafult che rispingerebbe l’Argentina nella miseria per la seconda volta in tredici anni. 

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