Argentina. Ecco Macri, il nuovo campione del neoliberismoTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Argentina. Ecco Macri, il nuovo campione del neoliberismo

Un nuovo corso in Argentina dove il nuovo presidente Macri sta premendo bruscamente l’acceleratore delle riforme in senso neoliberista. Nei primi tre giorni della sua gestione il nuovo presidente argentino ha firmato già ben 29 Decreti di necessità e urgenza, ovvero pari a tutti quelli firmati dall’ex presidente Kirchner in otto anni. 

Giusto per far comprendere quello che sta accadendo in Argentina dopo la vittoria nelle elezioni dell’imprenditore di centrodestra Mauricio Macri contro il “Kirchnerista” Daniel Scioli, il nuovo governo neoliberista di Macri ha firmato in poche ore 29 Decreti di necessità e urgenza (Dnu), pari al totale dei decreti emessi dalla Kirchner nei suoi otto anni di mandato. Una brusca accelerata in senso neoliberista che secondo molti osservatori rischia di distruggere molte delle conquiste della classe lavoratrice ottenute nella gestione della presidente Cristina Kirchner. In molti accusano Macri di voler finanziare le bianche per spianare letteralmente la strada alla multinazionali e alle grandi imprese a tutto detrimento del potere d’acquisto delle classi subalterne e dei lavoratori.

Macri ha infatti già abolito per decreto le restrizioni esistenti sull’acquisto in dollari che erano state introdotte nel 2011 per evitare la fuga di capitali all’estero. Macri e soci invece hanno voluto imboccare la strada opposta e spingere Buenos Aires verso la strada senza uscita del neoliberismo più spinto, al punto che in molti in Argentina temono già la privatizzazione totale di servizi pubblici e istruzione. Come se non bastasse Macri ha anche pubblicamente offeso le donne di “Plaza di Mayo” garantendo l’impunità totale per i responsabili della dittatura militare di Videla e i relativi desaparecidos. Addirittura Macri vorrebbe persino mandare in carcere Ebe de Bonafini, presidente delle Madres de Plaza de Mayo per “incitazione alla violenza”. E’ chiaro inoltre che Macri voglia distruggere tutte le alleanze create in precedenza in Sudamerica, e la sconfitta di Maduro in Venezuela rende molto più facile tornare indietro e spingere l’ America Latina a destra. Del resto anche in Brasile in tanti attaccano da ogni direzione il governo della Rousseff, ed è sin troppo semplice vedere dietro tutto questo la longa manus di Washington che, con il suo Accordo Transpacifico (Tpp) sembra voler stringere di nuovo tutta l’America Latina al guinzaglio.

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