Argentina, funerali senza onori militari per Jorge VidelaTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Argentina, funerali senza onori militari per Jorge Videla

Arrivato al potere con un golpe di militari, Videla ha tenuto in mano l’intero paese dal 1976 al 1981 come dittatore assoluto. La sua storia ha segnato profondi e indelebili traumi nella coscienza del popolo argentino. Pluricondannato per i crimini violenti del suo regime, l’ex-generale si è spento nel carcere di Marcos Paz.

Fonte: Oltremedianews

La parola ‘trauma’ ha un’origine antica: il termine deriva dal greco e indica il tratto di una  lacerazione profonda, un dolore che consuma senza mai consumare se stesso, e che brucia lento, continuo e inestinguibile. Alla notizia della morte di quello che fu lo spietato dittatore argentino nel periodo della ‘dittatura militare’, le molti madri riunite a Plaza de Mayo, Buenos Aires, commentano così: “Un essere spregevole ha lasciato questo mondo, ha rivendicato tutti i suoi delitti e non si è mai pentito dei crimini commessi”.

Il loro è il ‘trauma’ segnato sul volto di un intero Paese: il dolore per le uccisioni, le torture e le misteriose scomparse dei loro figli, presi nella notte, condotti nelle navi cargo a Buones Aires e dopo qualche ora di volo, gettati in mare, legati, bendati, e “desaparecidos”: dispersi.

La sistematica soppressione di ogni libertà ad opera del regime seguiva gli schemi della “strategia del terrore”: i nomi e i volti dei ricercati, a seguito del sequestro tenuto in segreto, venivano fatti scomparire dai registri delle autorità e dei commissariati di polizia e di loro non poi non era possibile sapere più nulla, neanche la data del decesso.

Il numero dei “desaparecidos” è di circa 30.000 tra giovani, ragazze e ragazzi appena ventenni, studenti, sindacalisti, scrittori.. tutte vittime di soprusi e violenze nelle carceri clandestine: è dal giorno dell’arresto che non si sono avute più notizie. Solo di alcuni di loro, circa 789,  si conservano i nomi e si è ricostruita la storia, e le madri di Plaza de Mayo si riuniscono ogni giovedì per mantenere viva la memoria personale, che si abbraccia inevitabilmente al lutto di un paese segnato da dolori insopprimibili.

Jorge Rafael Videla è stato e sarà tutto questo per l’ Argentina: prima generale, poi a capo del colpo di stato ai danni di Isabelita Peròn, quindi dittatore dal 1976 al 1981, ammise al processo per crimini contro l’umanità intentato nei suoi confronti, la repressione e l’uccisione di 7-8mila persone. Condannato a due ergastoli più 50 anni di carcere, è stato stroncato da un malore ed è morto, per cause naturali, nella prigione di Marcos Paz a 87 anni.

La sua storia si collega ad un altro crimine, collegato a quello dei “desaparecidos”: Videla è stato condannato per il rapimento dei figli dei ‘dispersi’. Alle giovani madri arrestate incinte e torturate nelle carceri, sono stati strappati i figli al momento del parto e consegnati in adozione alle famiglie dei militari. Circa 500 bambini crebbero lontano dai loro veri genitori, senza mai aver potuto conoscere la verità sulla propria storia: solo cento di essi ha potuto trovare i propri familiari.

Il premio Nobel per la pace argentino Adolfo Pèrez Esquivel, per anni ha denunciato gli abusi della dittatura, e ha commentato così la morte dell’ex dittatore : “ Ha passato la vita a provocare danni gravissimi, de ha lasciato un segno sulla vita del Paese. La sua morte elimina la presenza fisica, ma non ciò che ha fatto al Paese”.

Edoardo Cellini

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