Argentina. L' America Latina protegge Buenos Aires dagli avvoltoiTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Argentina. L’ America Latina protegge Buenos Aires dagli avvoltoi

Buenos Aires ha ricevuto un significativo sostegno da parte dei paesi di America Latina e Caraibi sulla questione del contenzioso sui cosiddetti “fondi buitres”. Si tratta di un chiaro segnale politico volto a far capire all’Argentina che non è sola in balia degli speculatori, anche se Stati Uniti e Canada, comprensibilmente, hanno deciso di astenersi nella seduta dell’Organizzazione degli Stati Americani.

Si chiamano “buitres”, gli avvoltoi, stiamo parlando dei cosiddetti fondi speculativi che stanno mettendo in ginocchio l’Argentina della Kirchner. L’Argentina però non è sola nell’affrontare questa difficile situazione internazionale in quanto ha ricevuto la solidarietà incondizionata da parte dei paesi dell’America Latina e dei Caraibi nel contenzioso che deve affrontare riguardo ai fondi “buitres”. Proprio a Buenos Aires, sull’argomento, si è tenuta una riunione  straordinaria dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione degli Stati Americani all’interno della quale i rappresentanti della regione hanno aspramente criticato le caratteristiche di questi fondi speculativi.  Ovviamente solo Stati Uniti e Canada si sono astenuti dal votare  la risoluzione presentata da Uruguay e Brasile in appoggio all’Argentina.  Ringrazio per questo appoggio massiccio, non solo al mio paese, ma anche al popolo argentino, mentre mi rammarico per la decisione di Washington e Ottawa”, ha dichiarato il ministro degli esteri Héctor Timerman, che ha poi ricordato come, “Anno dopo anno la Casa Bianca ci inonda di rapporti sulla situazione dei nostri paesi, scrivono bollettini sull’economia, i diritti umani, le carceri e altro ancora. Naturalmente, non appena noi cerchiamo di parlare di un problema causato da una decisione giudiziaria degli Stati Uniti, Washington non si associa all’intera regione”.  Del resto il ministro dell’Economia argentino, tale Axel Kicillof, ha denunciato che l’obiettivo di questi fondi “Buitres” sarebbe quello di indebolire il paese al fine di lucrarci su e ottenere profitti straordinari. Lo stesso Kicillof ha spiegato molto bene il meccanismo commentando la decisione del magistrato di New York, Thomas Griesa: “Nel passato avevano già cercato di farlo e ora vogliono riprovarci con la copertura della sentenza di un giudice statunitense”. L’allusione è al gennaio del 2012 quando Griesa decretò che il paese sudamericano doveva pagare ben 1330 milioni di dollari a questi fondi speculativi che non avevano voluto rinegoziare il debito accettato per il 92,4% dai creditori. Pochi giorni fa era stato il giudice a stabilire che l’Argentina dovrà pagare ai fondi prima di effettuare depositi per il resto dei creditori. Tutta questa vicenda ha chiaramente scatenato la reazione degli altri governi sudamericani, con ad esempio il ministro delle Relazioni Estere della Bolivia, David Choquehuanca, che ha ha fatto appello alla creazione di un sistema finanziario più giusto chiamando la sentenza di Griesa “una rapina“. Come spiegato da “Prensa Latina” anche il suo omologo uruguayano Luis Almagro si è unito nelle critiche agli speculatori, e a lui si sono allineati anche Brasile e Venezuela, il cui ministro degli Esteri Jaua si è domandato chi e quali organizzazioni politiche ci siano dietro il finanziamento ai fondi buitres. A criticare i fondi buitres peraltro hanno provveduto anche i rappresentanti di Nicaragua, Messico, Ecuador, Honduras, Perù, Cile, Dominica, Colombia e Guatemala.

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