Argentina.La Cina tende la mano a Buenos AiresTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Argentina.La Cina tende la mano a Buenos Aires

Pechino ha deciso di tendere la mano verso l’Argentina dove la situazione economica è resa molto difficile dall’ultimo default datato 31 luglio 2014. Xi Jinping ha deciso di concedere un credito all’Argentina di 815 milioni di dollari. Una risposta molto chiara e netta agli “avvoltoi” degli Hedge Fund americani che avevano chiesto il rimborso al 100% dei titoli acquistati a prezzo stracciato dopo il 2001. 

Fonte foto: L43

La Cina ha offerto un salvagente all’Argentina, un salvagente da 815 milioni di dollari. Una manna dal cielo per il paese sudamericano che dal 31 luglio 2014, ricordiamolo, vive una situazione grottesca di default tecnico avendo così compromesso l’accesso al mercato globale dei capitali. I guai dell’Argentina erano cominciati dopo il default del 2001, quando gli Hedge Funds americani hanno saccheggiato titoli a prezzi stracciati per poi chiedere un rimborso del 100%, ovvero 1,33 miliardi di dollari. A causa della sentenza del Tribunale americano di Thomas Griesa quindi, Buenos Aires non ha potuto rimborsare le cedole ai possessori di tango bond prima di rimborsare gli Hedge, e da qui lo scivolamento verso il default per il governo di Cristina Kirchner. Ma ecco che la Cina ha deciso di intervenire e per farlo ha scelto la visita del presidente cinese Xi Jinping a Buenos Aires, una visita compiuta con circa 250 imprenditori cinesi lo scorso luglio nel quale già era stato anticipato un credito da parte del Dragone cinese al paese sudamericano. Non solo, i due paesi hanno anche stretto un accordo finanziario inerente la costruzione di grandi infrastrutture in Argentina, legando così Pechino e Buenos Aires a doppio filo. Può quindi esultare la Kirchner che ha ringraziato ufficialmente il governo cinese per i 20 accordi bilaterali firmati tra i due governi. Nei prossimi mesi in Argentina si procederà con la costruzione delle grandi opere che vanno da centrali idroelettriche monumentali in Patagonia fino a una nuova linea ferroviaria che connetta il Paese. Ma oltre al significato economico chiaramente l’accordo tra i due paesi riveste un fortissimo significato politico dal momento che Buenos Aires ora si trova in grado di aggirare il problema dell’accesso al mercato e di fare uno smacco ai mercati finanziari americani, beffando così il Tribunale americano che aveva deciso di colpire così duramente l’economia del paese sudamericano. Insomma un bel colpo ai “Buitres”, gli avvoltoi, che volevano ipotecare il futuro dell’Argentina, che, ricordiamolo, con la Kirchner ha mostrato simpatia e vicinanza con i governi di sinistra sudamericana che fanno venire il mal di pancia a Washington.

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