Argentina. Macri e la fiesta del neoliberismoTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Argentina. Macri e la fiesta del neoliberismo

Il nuovo presidente Maurìcio Macri ha appena decretato una serie di aumenti fino al 500% delle tariffe dei principali servizi pubblici: acqua, trasporti, elettricità e carburante. Un brusco risveglio per milioni di argentini che vedranno aumentare anche le bollette del telefono in nome della “normalizzazione” dell’economia. 

Una nuova ondata di neoliberismo sta per abbattersi con fragore sull’Argentina. Non che fosse una sorpresa dato che la vittoria elettorale di Mauricio Macri ha sostanzialmente determinato la fine del kirchnerismo  e il ritorno di quelle politiche di neoliberismo che in passato in Sudamerica hanno causato danni sociali rilevanti. Una delle prime misure ultraneoliberiste del governo argentino è l’aumento indiscriminato delle tariffe dei servizi pubblici. Come certificato dal quotidiano Pagina 12 ripreso anche da Lantidiplomatico infatti, le tariffe relative al servizio idrico subiranno un aumento del 500% mentre quelle de gas del 300% e dei trasporti del 150%, non certo aumenti di poco conto visto e considerato che proprio l’azienda statale che gestisce il servizio idrico, l’Aysa, aveva chiesto più volte al governo Kirchner di aumentare le bollette senza riuscirci dato che uno degli obiettivi del governo argentino della Kirchner era quello di proteggere le fasce più deboli della popolazione argentina. Aumenti importanti anche nel settore dell’energia e dei carburanti, ma anche in quello della telefonia fissa dato che le autorità hanno concordato con le compagnie telefoniche degli aumenti anche del 186%. Se si sommano a tutte queste misure neoliberiste anche i licenziamenti di massa previsti dalla politica di Macri e una stretta repressiva nei confronti dell’opposizione si comincia ad avere un quadro piuttosto preciso di quello che sarà il governo neoliberista di Mauricio Macri e di quale sia questo “nuovo vento” invocato per l’America Latina che però sembra avere il sapore di un mondo vecchio, che si sperava di essersi lasciati alle spalle.

Tribuno del Popolo

 

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