Armi nucleari Usa in Germania alterano l'equilibrio strategicoTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Armi nucleari Usa in Germania alterano l’equilibrio strategico

La decisione di Washington di dispiegare armi nucleari in Germania otterrà di alterare in modo significativo l’equilibrio strategico di poteri in Europa, portando a una nuova fase di nervosismo, isteria, riarmo e sospetto. E in tutto questo l’Ue non riesce ancora a smarcarsi da un conflitto Usa-Russia che danneggia i propri interessi. 

In  Europa dopo la Guerra Fredda si era raggiunto un sostanziale equilibrio possiamo dire “strategico” che ora potrebbe venire significativamente alterato dalla mossa americana di dispiegare armi nucleari in Germania in chiave anti russa. L’espansione dello scudo missilistico è infatti da sempre una minaccia alla gola della Russia, minacciata anche dall’espansione della Nato verso Est. In molti sembrano essersi accorti di quanto questa mossa possa essere deleteria per il futuro dell’Europa, ad esempio in Germania Alexander Neu, membro del Parlamento del partito di sinistra radicale Die Linke, ha ricordato come gli americani avessero deciso di dispiegare i missili già nel 2010 anche se in quel momento il Parlamento tedesco obbligò il governo ad assicurarsi che le armi venissero portate fuori dal Paese; adesso invece ha detto che gli americani stanno realizzando quello che avevano stabilito quattro anni fa. Non è difficile quindi comprendere il nervosismo dei tedeschi dato che questa mossa strategica americana trasforma potenzialmente proprio la Germania in un campo di battaglia.

La Tv tedesca ZDF nei giorni scorsi aveva citato un documento del Pentagono che sosteneva come l’Us Air Force avrebbe dispiegato bombe nucleari nella base tedesca di Buchel in sostituzione delle 20 armi già presenti nel sito. Il ministero della Difesa al momento non ha voluto commentare in alcun modo la notizia mentre un membro del Pentagono ha detto al giornale russo Sputnik che gli Stati Uniti non vedrebbero il dispiegamento di tali armi nucleari come una violazione degli accordi già esistenti. Peccato che proprio il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, abbia detto chiaramente nel corso di una conferenza stampa di ritenere che questa mossa alteri l’equilibrio di forze in Europa e che senza dubbio “ciò costringerà la Russia a prendere necessarie contromisure per ristabilire la parità strategica“, il che tradotto significherà una stagione di riarmo e nervosismo che andrà a tutto detrimento dell’Europa, che dovrà decidere se continuare a rimanere succube degli Stati Uniti o acquistare una propria autonomia strategica a lungo termine, magari smettendola di competere con la Russia ma cominciando a cooperare.

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