Arriva il 70esimo della sconfitta del Nazismo ma qualcuno è scontento...Tribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Arriva il 70esimo della sconfitta del Nazismo. Tutti contenti?

  Il 9 maggio sarà il 70esimo della gloriosa vittoria dell’Armata Rossa sul Terzo Reich. Senza quella vittoria, semplicemente, il nazismo probabilmente non sarebbe mai stato sconfitto. L’Urss con oltre venti milioni di morti e con la sua vittoria liberò l’Europa ma oggi sono in tanti a negare il ruolo giocato da Mosca e a farsi sedurre dal revisionismo. E 70 anni dopo, quello stesso propellente che alimentò il motore del Terzo Reich sembra mettersi in moto ancora una volta, di nuovo contro il Cremlino, ma non solo. 

Evviva, anzi Hurra!! L’Armata Rossa ha distrutto la macchina bellica di Adolf Hitler e il 9 maggio si celebra il settantesimo anniversario di quella epica vittoria. Ancora oggi in Russia si tratta di un giorno speciale, del “giorno” per eccellenza dal momento che fu grazie alla vittoria dell’Armata Rossa, di Stalin e dell’Unione Sovietica che la Russia continuò ad esistere. In molti, chi ingenuamente chi un pò meno, tendono a sminuire il ruolo rivestito dalla Russia nella sconfitta del nazismo, facendosi sedurre dalle sirene del revisionismo che ormai da anni suonano assordanti, soprattutto in Europa. Le cifre però parlano inclementi e con i suoi oltre venti milioni di morti il sacrificio del popolo sovietico è lì a marcare la sua presenza nella storia del XX secolo, sicchè sarà impossibile infangare il contributo dato dall’Urss al mondo. Quello che in molti non vogliono ammettere, e li sfidiamo a provare il contrario, è che se l’Urss avesse perso la guerra contro i nazisti, il Terzo Reich avrebbe quasi certamente vinto la guerra e utilizzato le immani risorse della Russia per schiacciare l’Inghilterra e impossessarsi dell’intera Europa. E invece l’Armata Rossa seppe resistere per mesi a Leningrado e a Mosca, fino alla clamorosa vittoria patriottica di Stalingrado e alla distruzione dell’armata di invasione del Terzo Reich. Fu con il collasso dell’Operazione Barbarossa che per la prima volta si parlò di possibile sconfitta dei nazisti, fino ad allora una macchina da guerra imbattibile. E quindi? E quindi oggi il Settantesimo della vittoria sul nazismo ci si sarebbe aspettati potesse essere un momento per la comunità internazionale per ritrovarsi e celebrare la vittoria contro il nazifascismo, e invece no. Strumentalizzando la questione in Ucraina, dove peraltro l’Occidente non ha avuto alcuna vergogna ad appoggiare anche gruppi neonazisti in chiave antirussa, in molti diserteranno la Marcia per la Vittoria del 9 maggio a Mosca. A loro dire perchè Putin sarebbe un brutto e cattivo dittatore, ma le loro spiegazioni appaiono fragili dal momento che persino Stalin venne ritenuto un amico da tutte le “democrazie” occidentali perchè era colui che, materialmente, fermò Hitler. Evidentemente però in molte cancellerie occidentali la Russia rappresenta un pericolo di per sè, e vedendo quanto sia disperata la russofobia che viene alimentata con forza in Occidente viene quasi da pensare male. Viene quasi da pensare che il nazifascismo sia stato per certi versi un qualcosa di “sfuggito di mano” ma che inizialmente veniva visto positivamente in quanto avrebbe permesso di realizzare un pungolo con il quale attaccare il grande nemico per eccellenza, la Russia comunista di Stalin. Il nazismo però non poteva essere controllabile, da qui la decisione di Hitler di mirare al controllo globale, e quindi di mettere a repentaglio anche la supremazia americana. Diciamo questo però ci appare davvero incomprensibile come, in un momento drammatico per la tenuta sociale in Europa e dove razzismo e xenofobia riaffiorano sotto la cenere, si voglia guardare con inimicizia a un paese come la Russia il cui presidente Putin si scaglia duramente contro il nazismo e il fascismo per poi essere accusato di essere nazista e fascista da quelle stesse persone che, in nome della democrazia, trattano come alleato un governo come quello di Kiev che vede al suo interno personaggi immortalati a braccio teso o che hanno inneggiato allo sterminatore Stepan Bandera. Ma poi, basta parlare con un qualsiasi “democratico” per scoprire che per loro, dopotutto, comunismo e nazismo sono uguali, Hitler e Stalin sono la stessa cosa. E allora ben capirete come mai in Russia ci tengono così tanto al 9 maggio, e capirete anche come mai noi, ogni 9 maggio, ci sentiamo molto più “russi” che “italiani” o “europei”. Per qualcuno evidentemente è un dettaglio che senza il “comunismo” sovietico oggi parleremmo tedesco e ci saluteremmo a braccio teso. Una provocazione? Non lo crediamo, se Hilter avesse vinto in Russia crediamo, realmente, che sarebbe stato questo il futuro dell’Europa. E la cosa agghiacciante è che oggi, nel 2015, a 70 anni da quella barbarie, sono ancora tanti, tantissimi che rimpiangono che non sia andata così. E forse proprio per questo puniscono tardivamente la Russia con la loro frustrazione.

Gracchus Babeuf

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