Arriva la calata dei barbariTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Arriva la calata dei barbari

Arriva la calata dei barbari

Dopo l’uscita vergognosa sull’ “orango” non solo Roberto Calderoli non si dimette ma la Lega Nord rilancia e indice una manifestazione nazionale contro l’immigrazione clandestina per il 7 settembre a Torino.

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Nel 476 dopo Cristo orde di barbari vinsero le ultime residue resistenze di un Impero romano ormai stanco e allo stremo e posero fine a un Impero millenario. Oggi quell’Impero non esiste più, esiste una più modesta Italia di cui Roma è ancora la Capitale, eppure i barbari, oi barbaroi, esistono ancora, e come allora vengono da Nord. Non sono più minacciosi come i fieri Unni, hanno semmai le sembianze di bisonti un pò troppo avvinazzati, però ci sono ancora, e se non fanno paura fanno sicuramente pena. Stiamo parlando dei padani, gli stessi che si permettono per bocca di Roberto Calderoli di apostrofare con l’epiteto “orango” il ministro per l’Integrazione Kyenge, gli stessi che han detto di volersi “pulire il culo” con la bandiera italiana, di voler sparare sui barconi, sempre senza subire mai alcuna conseguenza. L’Italia del resto funziona così, più la si spara grossa, più si minaccia (da destra ovviamente), più si viene tollerati dai media, come se fossero battute simpatiche e non affermazioni in grave violazione dello spirito della nostra povera Costituzione. Così come veri barbari i leghisti non solo non fanno dimettere Calderoli, ma si stringono a quadrato intorno a lui, annunciando battaglia contro l’immigrazione clandestina con una manifestazione nazionale il 7 settembre a Torino. Addirittura grottesco il modo con cui Roberto Maroni ha cercato di riassumere la posizione del Carroccio sulla vicenda: Basta alimentare polemiche e strumentalizzazioni utili forse a coprire il rumore di altre questioni”. Il riferimento al caso Shalabayeva è chiaro, ma da quanto i leghisti diventano paladini dei diritti di stranieri rifugiati? Anche per questo le parole del capogruppo leghista Massimo Bitonci fanno quasi ridere: “Se ne vada Letta responsabile dell’infame deportazione di una minore indifesa invece di minacciare improbabili scontri totali“. Ieri Enrico Letta aveva lanciato una sorta di ultimatum a Maroni, dicendo che se non avesse preso provvedimenti si sarebbe arrivati allo scontro totale. La Lega ha dato la sua risposta attaccando le istituzioni e sfidando l’Italia indicendo una manifestazione vergognosa contro l’immigrazione, una risposta chiara di disprezzo nei confronti della Repubblica Italiana e dei suoi valori. Che, in un residuo di dignità, Enrico Letta ci dimostri di avere un briciolo di amor Patrio facendo qualche atto plateale per non lasciare impunito un comportamento, quello della Lega Nord, che sembra sempre più scimmiottare il Partito Nazionalsocialista tedesco degli anni Trenta, con la differenza che la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Calderoli forse si sarà sentito Kappler o Himmler nello sfidare le istituzioni, a noi è sembrato semplicemente Calderoli. Per fortuna.

Gracchus Babeuf

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