Assange rivela: piano per cacciare Assad fin dal 2006Tribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Assange rivela: piano per cacciare Assad fin dal 2006

Julian Assange, il controverso fondatore di Wikileaks, ha pubblicato il suo libro: “I File di WikiLeaks”, che a causa dei suoi contenuti farà ovviamente discutere. Presentando il libro alla tv RT ha detto chiaramente che la Casa Bianca aveva programmato un “regime change” in Siria molto prima del 2011. 

Più che una rivolta spontanea del popolo siriano quella contro il governo di Damasco si configurerebbe secondo le dichiarazioni di Assange come un piano pianificato da lungo tempo per rimuovere dal potere Bashar al-Assad. Lo ha detto proprio il fondatore di WikiLeaks Julian Assange nel corso della presentazione del suo nuovo libro “I File di WikiLeaks” durante la trasmissione “Going Underground” di RT. All’interno del libro esiste infatti un capitolo dedicato appositamente alla Siria ma risalente al 2006, quando nessuno immaginava che da lì a poco sarebbero esplose le Primavere Arabe. In questo capitolo c’è un carteggio diplomatico appartenente all’ambasciatore americano William Roebuck, all’epoca basato a Damasco, che discute quello che ha tutta l’aria di essere un piano per rovesciare il governo di Assad. “… Quel piano mirava ad utilizzare una serie di fattori diversi per creare paranoia all’interno del governo siriano; per spingerlo a reagire in modo eccessivo..“, ha detto Assange, aggiungendo che la parte più grave del piano sarebbe stata quella di esacerbare le tensioni tra sciiti e sunniti: “In particolare, diffondere notizie false … o esagerazioni e promuoverle – che l’Iran sta cercando di convertire i poveri sunniti, e lavorare con l’Arabia e l’Egitto per favorire tale percezione al fine di rendere più difficile per l’Iran avere influenza, e anche più difficile per il governo avere influenza sulla popolazione “. Di solito i “cavi” diplomatici sono piuttosto criptici ma in questo caso Assange ha detto che le cose erano spiegate abbastanza chiaramente. Non solo, il creatore di WikiLeaks ha anche detto la sua su quanto sta accadendo in Siria: “Parte del problema in Siria è che il paese è circondato da alcuni alleati degli Stati Uniti, soprattutto Arabia e Qatar, che continuano ad armare i gruppi. Anche la Turchia è un attore importante. Ognuno di questi paesi ha le sue ambizioni egemoniche nella regione  Israele, indubbiamente, nel caso di una sufficiente destabilizzazione della Siria, potrebbe tenersi per sempre le alture del Golan, o addirittura avanzare. Quindi hai un certo numero di giocatori che stanno cercando di strappare pezzi di Siria… “. Insomma il modus operandi delineato da Assange sarebbe il solito, ovvero che quando il governo Usa vuole ottenere qualcosa mette in moto i vari rami del potere, da quello finanziario a quello mediatico, e comincia a fare pressioni più o meno lecite su un paese.

Fonte: http://www.rt.com/news/314852-assange-wikileaks-us-syria/

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