Ast Terni, il diritto di difendere il lavoroTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Ast Terni, il diritto di difendere il lavoro

Ast Terni, il diritto di difendere il lavoro

Il 4 novembre una delegazione di lavoratrici e lavoratori dell’AST di Terni incontra un gruppo bipartisan di europarlamentari italiani e Margrethe Vestager, la Commissaria Europea per la Concorrenza 

Gli operai dell’acciaieria AST di Terni lo sanno anche troppo bene cosa significa difendere il proprio lavoro. La fabbrica in cui lavorano nel futuro troppo prossimo potrà vedere ridimensionata la propria produzione o, nel peggiore dei casi, la chiusura. Lo scenario che comporterà una scelta come questa, sarà tutt’altro che roseo, lo sappiamo bene.

Nell’ultimo mese, le lavoratrici e i lavoratori dell’AST hanno difeso il loro diritto di lavorare con tutti i mezzi a loro disposizione: sciopero permanente, ad oltranza, e manifestazioni nei luoghi chiave del “potere”, dalla Leopolda, al ministero del Lavoro e all’ambasciata tedesca in Italia, fino a Bruxelles. E, purtroppo, non sempre l’accoglienza è stata a braccia aperte; il riferimento è alla contestazione di Roma e alla reazione “colorita” delle forze dell’ordine.

Martedì 4 novembre, nella capitale europea, una delegazione di lavoratori e lavoratrici dell’AST ha incontrato un gruppo bipartisan – dal PD al Movimento 5 Stelle, alla Lega – di europarlamentari italiani e, inoltre, la Commissaria Europea per la Concorrenza Margrethe Vestager. Nonostante l’interesse alla questione ternana da parte degli europarlamentari e della Commissaria, dobbiamo sottolineare che, in questa fase, ciò che è cruciale è soprattutto l’impegno del Governo Italiano. Il tavolo che si è tenuto giovedì 6 novembre al ministero dello Sviluppo Economico con i delegati sindacali e l’azienda è servito a sbloccare la vertenza e al pagamento degli stipendi dello scorso mese. Come possiamo immaginare, questa non è una soluzione al problema, ma forse solo un primo passo, per cui lo sciopero ad oltranza e le iniziative a sostegno degli operai dell’AST continuano.

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Per anni, l’AST è stata l’unica possibilità lavorativa sicura per i ternani. Una fabbrica grande, un lavoro duro, ma onesto, che consente di vivere con dignità. Attorno all’AST, una serie di altre aziende più piccole, collegate alla lavorazione dell’acciaio. Purtroppo il binomio AST-Terni si sta corrondendo, e tutto ciò sarà a spese di un’intera città. Perchè, possiamo azzardare, che se chiude l’AST, chiude Terni, una città di più di 100mila abitanti, la cui economia, come abbiamo detto, è basata sul settore siderurgico. Dagli anni novanta, l’industria dell’acciaio, è in mano alla multinazionale tedesca TyssenKrupp e, dal 2005-2006, con la chiusura del settore dedicato all’acciaio magnetico, si è specializzata nella produzione di inossidabile. “Terni è l’eccellenza dell’acciaio”, fanno notare gli operai, “perchè chiudere tutto?”. Una domanda, più che legittima, come legittimo è che le Istituzioni di competenza, siano nazionali siano europee, si prendano le loro reali responsabilità.

L’acciaieria non può chiudere, punto. Anche perché, che succederebbe a Terni altrimenti? Il commento degli operai è racchiuso in un’unica domanda: “Come continueremo a vivere?”. Le risposte aprirebbero, appunto, scenari non proprio edificanti. Ma Terni non può, e non deve, crollare. Ci deve essere, ed è necessaria, una risposta politica reale, che proponga soluzioni concrete. Attenzione, la risposta deve essere politica, non partitica, perchè, in questo, come in molti altri casi, ci sono di mezzo vite di persone, di famiglie e di un’intera comunità. E la vita delle persone non può essere calpestata come se niente fosse. Nell’epoca della precarietà, del lavoro che va e viene, dei diritti calpestati, la battaglia degli operai di Terni è quanto mai emblematica. Non è una semplice lotta per la sopravvivenza, ma è il riappropriarsi della propria dignità, in quanto lavoratori e, soprattutto, persone. Ci ricordiamo che il primo articolo della nostra bellissima – non è un eufemismo, è davvero bellissima – Costituzione sancisce che “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. E noi, tutti noi, non possiamo fare altro che stare dalla parte degli operai di Terni e di chiunque, in questo periodo, stia difendendo con le unghie e con i denti il diritto a lavorare. Semplicemente perchè ci riguarda. Tutti.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA RICHIESTA DEI SINDACATI AI PARLAMENTARI

Precaria Solitaria

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