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mercoledì , 29 marzo 2017
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Atene ai tempi della crisi: poliziotti contro poliziotti

Bizzarro scenario ad Atene dove i poliziotti del Pireo sono scesi in piazza contro il governo che ha minacciato di tagliare i salari.

Accade anche questo ai tempi della crisi, poliziotti contro poliziotti per le strade di Atene. Nel quartiere di Goudi infatti, un gruppo di una cinquantina di sindacalisti delle forze dell’ordine di Atene hanno inscenato una protesta contro le decurtazioni salariali decise dal governo di coalizione. Gli agenti hanno bloccato l’ingresso della sede della polizia del quartiere di Goudi impedendo l’uscita delle squadre speciali (i famigerati ‘Mat’), addestrate per affrontare e reprimere le manifestazioni di protesta sempre più numerose negli ultimi anni a causa della crisi economica. I reparti di polizia antisommossa sono stati inviati da Atene a Salonicco per rinforzare lo spiegamento di agenti in vista delle manifestazioni previste per sabato, quando nella seconda città della Grecia ci sarà la Fiera Internazionale che già era stato teatro di aspri scontri lo scorso anno. In occasione delle proteste ad Atene comunque si sono verificati alcuni tafferugli tra i poliziotti del Mat e i sindacalisti, che hanno annunciato di voler continuare il blocco a oltranza. Il governo dal conto suo è già in forte imbarazzo per la decisione da parte dell’esecutivo di tagliare del 7,5% gli stipendi dei poliziotti, dei pompieri e delle guardie costiere.Intanto  oggi pomeriggio dovrebbe avere luogo un’altra manifestazione nell’antico Stadio di Atene dei lavoratori dei corpi di sicurezza contro quella che definiscono in un comunicato la “presa in giro” del ministero delle Finanze, promotore dei tagli ai loro salari. ”Abbiamo superato ogni limite, non possiamo fare più fronte ai nostri impegni né professionali né familiari, con un salario da miseria di 680 euro” ha denunciato Yiorgos Drivakos, presidente della Federazione della polizia portuale. ”Hanno già tagliato il nostro stipendio del 50% e minacciano ulteriori riduzioni, e adesso ci chiedono di lavorare di più per guadagnare di meno? Nessuno sano di mente potrebbe accettarlo“, ha dichiarato un agente di polizia che ha preferito rimanere anonimo.

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