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mercoledì , 29 marzo 2017
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Atene chiama, l’Europa risponde

Tra Atene e Bruxelles si sta giocando una partita decisiva. Syrizavuole ridisegnare gli equilibri di questa Europa malandata, una sfida enorme appoggiata dai milioni di cittadini greci massacrati dalle politiche di austerity. Sognare un’Europa a misura di cittadino, assistenziale e solidale con i più deboli, non può essere un’utopia.

Fonte: Oltremedianews

La posizione di Tsipras, in questi giorni, rimane ferma “Mi impegno a rispettare in pieno il programma del partito con cui ho vinto le elezioni” dice al Parlamento “la Grecia vuole pagare il suo debito, ma vuole raggiungere un’intesa comune con i partner per l’interesse di tutti”. Il memorandum è fallito, ed il nuovo governo necessita di un nuovo accordo per la ristrutturazione del debito Greco. La proposta del leader greco, in queste ore, è quella di un accordo-ponte almeno fino a Giugno per ridiscutere le modalità di adempimento. Se un accordo non verrà raggiunto sulla Grecia incomberà l’ombra del default finanziario, come sostengono le maggiori agenzie di rating. La lotta di Syriza, per quello che rappresenta e sostiene, sconfina le tematiche greche e coinvolge tutti i paesi in difficoltà nell’Euro-zona. Per questo, in occasione della riunione dell’Eurogruppo in cui verrà affrontata la questione greca, si stanno diffondendo molteplici appelli alla solidarietà nei confronti del popolo ellenico. Anche a Roma è previsto un presidio davanti all’ambasciata Tedesca, Mercoledì 11 febbraio giorno della riunione.

L’appello di Atene Calling:  “Pochi giorni fa la Banca Centrale Europea ha messo in gioco l’ennesimo ricatto contro il popolo greco e contro tutti coloro che si oppongono all’austerity, negando alla Grecia la possibilità di avere accesso alla liquidità necessaria ad evitare il collasso. Questa mossa è funzionale a pregiudicare qualsiasi possibilità di riforma economica e di trasformazione sociale e a puntare una pistola alla testa al nuovo governo, che aveva annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di non rispettare le imposizioni dellaTroika. Quelle stesse imposizioni che hanno trasformato la crisi economica in una crisi umanitaria, producendo povertà e disoccupazione per centinaia di migliaia di persone. Questa mossa è un passo in avanti verso la cancellazione di qualsiasi residua prerogativa democratica in ogni parte dello spazio europeo: il messaggio è che decidono i mercati finanziari e non le persone, che nessuno può opporsi alla Troika, che non c’è alternativa possibile alla distruzione delle nostre società. Anche a Roma vogliamo manifestare la nostra solidarietà al popolo greco, a chi a causa dell’austerity non ha più accesso all’assistenza sanitaria, a chi ha dovuto abbandonare la scuola, a chi ha fame, a chi non ha più la corrente elettrica, l’acqua e il riscaldamento, a chi ha accumulato debiti, a chi è costretto a lavorare per uno stipendio da fame. Le loro battaglie sono le nostre battaglie.”

Mercoledì 11 febbraio, h 18, piazza Indipendenza:
presidio sotto l’Ambasciata Tedesca

http://atenecalling.org/

Giulio Morucci

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