Avvertimento russo dal Mar CaspioTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Avvertimento russo dal Mar Caspio

Il bombardamento russo – contro ISIS & Co. – con missili da crociera partiti dal Caspio deve essere stato uno shock di proporzioni enormi per gli occidentali. Lo si nota dalla reazione dei principali mass media alla notizia: all’inizio hanno provato anegare i fatti insinuando che il filmato del lancio dalle corvette russe sul mar Caspio fosse un filmato falso.

Poi sono passati all’accusa che i missili russi avessero colpito tre ospedali di una fantomatica ONG con sede legale a New York. Infine la CNN ha strillato che alcuni missili non hanno raggiunto il bersaglio e sono caduti in Iran. E tutti a riprendere questa notizia senza riscontri, sebbene in linea di principio sia possibile che un lancio così devastante come quello russo – se non altro per il gioco delle probabilità – abbia qualche percentuale di insuccessi.

Fatto sta che risulta palese la volontà prima di negare e poi di sminuire questa azione militare. Ma per quale motivo?

Innanzitutto perché l’attacco russo va in contrasto con la narrazione occidentale dominante, la quale vuole che solo la NATO e gli Stati Uniti abbiano armi tecnologicamente avanzate, mentre tutti gli altri – quando va bene – sono rimasti al tempo della seconda guerra mondiale.

Ma l’azione russa è stata scioccante anche per un altro motivo: i russi hanno dimostrato di essere riusciti a non farsi imbrigliare dal trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) – siglato nel 1987 da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov – che vieta il posizionamento di missili a raggio intermedio sul suolo dell’URSS e dei paesi aderenti alla NATO.

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A quanto pare il trattato INF ha una falla: non vieta l’installazione di questi sistemi d’arma quando siano imbarcati. Da qui il colpo di genio degli strateghi russi: costruire delle corvette (Bujan M) provviste di missili da crociera a raggio intermedio e posizionarle in quel grande lago che è il Mar Caspio, che si trova al confine dell’Europa ed è contiguo al Medio Oriente. E soprattutto, il Mar Caspio è un bacino in cui non ci sono navi della NATO che possano in qualche modo “disturbare” le imbarcazioni della marina russa. Il risultato finale è che i russi possono colpire con missili da crociera a raggio intermedio (fino a 2500 km) tutte le installazioni della NATO presenti dall’Afganistan fino alla Penisola Arabica per finire con la Turchia e tutta l’Europa dell’Est.

In un certo senso il trattato INF per la Russia non esiste, mentre per la NATO sì.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la totale incapacità dei pianificatori della NATO e dei servizi d’informazione di prevedere tutto questo. Eppure non c’era bisogno di informazioni riservate. Bastava guardare Wikipedia per sapere che le corvette Bujan M della flottiglia russa sul Mar Caspio sono dotate di missili da crociera SS-N-27. O bastava seguire le fonti aperte russe su internet che almeno dal 2014 spiegano che con questa mossa “caspica” lo stato maggiore russo è riuscito ad aggirare il trattato INF.

Questo non significa che i servizi di informazione occidentali non seguano queste fonti. Molto più semplicemente hanno giudicato la notizia come mera propaganda, dimostrando di essere loro i primi a intossicarsi con le polpette propagandistiche che diffondono essi stessi.

Giuseppe Masala

Fonte: Zeroconsensus

Articolo pubblicato originariamente su megachip.globalist.it

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