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martedì , 28 marzo 2017
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Avvocati, poliziotti e vigili del fuoco contro Monti

Avvocati, poliziotti e vigili del fuoco; ad accomunare la protesta le politiche governative sul lavoro. Sembra di esser giunti alla profezia pasoliniana della guerra tra “poveri”.

Tratto da http://oltremedia.weebly.com/3/post/2012/10/avvocati-poliziotti-e-vigili-del-fuoco-contro-monti.html

(foto di http://www.rainews24.rai.it/it/foto-gallery.php?galleryid=170651&photoid=432253)


Fa sicuramente riflettere se queste categorie sono scese in piazza; gli avvocati, da sempre ritenuti appartenenti ad una casta protetta, i poliziotti, in genere coloro che tutelano e difendono il Governo, a prescindere dal colore, e i vigili del fuoco, che svolgono un ruolo importante nella società, quello della salvaguardia delle vite umane.

Se le categorie che hanno ruoli sociali importanti scendono in piazza per protestare è sintomo che il Paese è a un bivio importante.

Avvocati

Vedere un corteo con gente in giacca, cravatta e tailleur che intona cori di protesta con striscioni in mano potrebbe far pensare ad un flash mob, invece ieri sono scesi in piazza anche gli avvocati.

Circa 3mila si sono mossi alle 11 da piazza della Repubblica e, dopo aver percorso via Terme di Diocleziano, via Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via Cesare Battisti, si è conclusa in piazza Santi Apostoli alle 15.

Il corteo è stato aperto da una bara di cartone con su scritto il testo dell’articolo 24 della Costituzione: «Tutti possono agire in giudizio per la tutela de propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento».

Gli avvocati chiedono che si punti sulla revisione razionale della geografia giudiziaria, sull’innovazione tecnologica, sul processo telematico, sulla riorganizzazione degli uffici, sull’autogestione delle risorse del settore, su un nuovo e organico processo civile per l’implementazione di sistemi stragiudiziali senza dissimulate privatizzazioni dei servizi, come con l’attuale vigente media-conciliazione obbligatoria, sulla valorizzazione della professione forense.

La manifestazione è stata organizzata dall’OUA, l’organismo unitario dell’avvocatura, e vi hanno aderito tutti i 166 ordini nazionali oltre a varie associazioni forensi, fra cui quella dei difensori d’ufficio.

“Siamo contro la riforma perché riduce l’accesso alla giustizia per i cittadini, sopprime le sedi distaccate dei tribunali, aumenta il costo del contributo unificato a carico dei cittadini e abbassa la soglia delle tariffe del 20-30%” ha detto Antonino Galletti, consigliere dell’ordine degli avvocati di Roma.

Anche Domenico Monterisi e Paolo Maldari dell’Oua sostengono ” Viene istituita la mediazione obbligatoria a danno delle persone che fanno causa che devono pagare di tasca propria. L’aumento del contributo unificato tra l’altro favorisce la corruzione perché se devo fare causa per un appalto e pagare 4000 euro per ogni grado di giudizio, è facile che quei soldi vengano ‘investitì in modo differente dai cittadini”.
“La diminuzione della tariffe metterà in difficoltà moltissimi avvocati, tra cui quelli che vivono con le nomine d’ufficio, che portano avanti quotidianamente il lavoro nei tribunali” 
ha detto Francesco Ricciardi dell’associazione difensori d’ufficio.

Poliziotti

Mentre gli avvocati percorrono le vie di Roma, i poliziotti si sono radunati a Montecitorio.

”Se prima si è intervenuti tagliando le spese di funzionamento del sistema e mettendo le mani nelle tasche dei poliziotti, oggi si opera con la destrutturazione del sistema sicurezza, con il blocco del turnover e la chiusura delle Questure, connessa alla soppressione delle province, la riforma del sistema previdenziale che obbligherà poliziotti anziani ad affrontare emergenze di ogni tipo. Eppure non risulta che stiano diminuendo i reati, anzi, la realtà è tutt’altra”. Queste le dichiarazioni del segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp) Enzo Marco Letizia.

Manifestazioni e proteste che, ha spiegato Letizia, hanno visto coinvolti ”centinaia di funzionari di polizia riuniti in assemblea a Roma, solidali con le altre centinaia di poliziotti che manifestavano contro la riforma previdenziale e per una retribuzione adeguata al loro delicato incarico”.

Continua il segretario ”I dati già mostrano che si sta percorrendo la pericolosa china del disarmo della sicurezza: - ha spiegato Letizia - si arresta meno, mentre un esercito di predatori e criminali da strada si organizza meglio. Aumentano rapine in banca, furti, rapine in casa, mentre calano le indagini per spaccio e traffico di sostanze stupefacenti. Si addestra al delitto una manovalanza pronta a consegnarsi nelle mani del crimine organizzato. Il Governo non può continuare a ignorare le questioni della sicurezza”.

Al contrario di quanto accade nelle manifestazioni di studenti e precari, non c’era l’ombra di un poliziotto in tenuta antisommossa pronto a respingere l’attacco di eventuali colleghi “avvelenati” per le politiche portate avanti dal Governo.

I proclami dei poliziotti in protesta sembrano essere dei campanelli d’allarme lanciati nella mischia, per spaventare i cittadini e per spronare il Governo ad una maggiore repressione.

Durante il sit-in, Ignazio La russa ha portato il proprio saluto ai poliziotti i quali hanno reagito insultando e fischiando contro l’ex Ministro.
Scuso in volto e visibilmente imbarazzato, ha abbandonato il presidio.

La protesta dei poliziotti, se gli si attribuisce un significato storico di polizia, potrebbe essere letta come il Governo che protesta contro lo stesso Governo, in quanto il concetto di polizia (in senso storico) è definito come se si trattasse di un concetto molto prossimo a quello di governo, inteso come potere esecutivo, gestore dell’autorità conferitagli dalla comunità di riferimento al fine dell’amministrazione della cosa pubblica e spesso in funzione del bene comune.

Vigili del fuoco

Una settimana fa a scendere in piazza sono stati i Vigili del fuoco, per protestare contro la decisione, di mandarli inpensione a 62-63 e persino 66 anni, del Ministro Fornero.

Dopo un’assemblea nella sede V.V.F.F. di via Genova, circa 300 vigili dell’USB, si sono spostati verso il Viminaleinscenando un finto intervento dei pompieri con addosso pannoloni e cateteri.

Per disperdere i vigili-manifestanti sono intervenute le forze dell’ordine, le quali hanno sgomberato con la forza il blocco stradale dei vigili del fuoco.

Sono circa 60mila i vigili del fuoco precari in Italia e a Roma mancano 400 operatori all’appello.

La mancanza di personale determina un cattivo funzionamento del corpo e un’impossibilità a poter lavorare, durantel’incendio alla stazione Tiburtina, del 23 luglio del 2011, qualora ci fosse stata un’altra emergenza sarebbe rimasta scoperta. Quante altre categorie si andranno ad aggiungere a quelle che sono già in mobilitazione e a cosa si arriverebbe qual loro si riuscissero ad unificare le lotte di avvocati, poliziotti, vigili del fuoco, operai, precari e studenti?

Nicola Gesualdo
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