Banca Svizzera ammette di aver aiutato cittadini americani ricchi a evadere le tasseTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
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Banca Svizzera ammette di aver aiutato cittadini americani ricchi a evadere le tasse

La banca svizzera “Credit Suisse” nella giornata lunedì ha ammesso di aver aiutato cittadini americani ricchi a evadere le tasse divenendo così la prima banca ad ammettere illeciti penali negli ultimi vent’anni e accettando di pagare 2,6 miliardi di dollari in tasse e multe.

Meglio tardi che mai verrebbe da dire, o forse per una che lo ha ammesso quante sono quelle che lo hanno fatto sistematicamente? Stiamo parlando di banche, banche che aiutano, ovviamente i cittadini più ricchi, a evadere le tasse. Il tutto mentre per colpa della crisi economica milioni di cittadini faticano ad arrivare a fine mese e vedono le tasse aumentare verticalmente. La protagonista della storia è la Credit Suisse, banca svizzera che lunedì ha ammesso di aver aiutato cittadini americani ricchi ad evadere le tasse. In sostanza la banca elvetica avrebbe aiutato migliaia di cittadini americani a mettere i loro risparmi in conti offshore, permettendo loro di nascondere i loro assets finanziari alla US Internal Revenue Service. L’ammissione della banca elvetica secondo molti aprirebbe a una nuova stagione nella lotta all’evasione fiscale. La Credit Suisse in sostanza ha cospirato per aiutare cittadini americani a nascondere somme ingenti per evadere le tasse. La banca ha accettato di pagare tasse e multe per 2,6 miliardi di dollari, di cui ben 1,13 miliardi per una multa federale, 670 milioni di dollari alla Irs, 715 milioni di dollari alla  New York State Department of Financial Services, e altri 100 alla Federal Reserve. L’accordo è stato raggiunto appena pochi mesi dopo che una indagine del Senato americano ha determinato che la Credit Suisse avrebbe aiutato oltre 22.000 cittadini americani  a occultare somme che vanno tra i 10 miliardi e i 12 miliardi di dollari. Si parla di banchieri che avrebbero viaggiato  sin dalla Svizzera per reclutare clienti durante tornei di golf negli Stati Uniti; non solo, il personale della banca avrebbe fatto di tutto per occultare le tracce dei movimenti illeciti, arrivando a distruggere documenti e a cancellare transazioni. La prossima grande banca pronta ad ammettere la colpevolezza dovrebbe essere la banca BNP Paribas, una banca francese sospettata di aver portato avanti affari con Sudan e Iran, paesi che sono stati inseriti nella lista nera dagli Usa. 

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