Bangladesh. Una tragedia lontana, ma forse non così tantoTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Bangladesh. Una tragedia lontana, ma forse non così tanto

Bangladesh. Una tragedia lontana, ma forse non così tanto

A Dacca, in Bangladesh, sono morte oltre 500 persone nel crollo di un palazzo dove lavoravano diverse aziende che facevano affari anche con l’Occidente. E ciò apre l’aspetto morale delle condizioni di lavoro disumane in cui sono costretti a lavorare gli operai locali…

Photo:  (Reuters / Stringer)

Chi è più colpevole, uno Stato che non fa nulla per migliorare le condizioni di lavoro e salute dei suoi cittadini, oppure le aziende occidentali che, senza scrupoli se non per il profitto, commissionano la produzione di scarpe e indumenti che indossiamo a casa nostra? Difficile rispondere, quello che rimane però sono i lutti, la morte di oltre cinquecento persone nel crollo vergognoso di un palazzo dove lavoravano in condizioni di sicurezza vergognose e quasi disumane. Per questo dopo la terribile tragedia persino l’Ue sembra voler prendere provvedimenti (sempre dopo ovvio): “Non dovremmo accettare di comprare ciò che è prodotto in quel modo. Noi stessi siamo responsabili. E anche il Bangladesh deve aumentare gli standard di sicurezza”. Già, peccato che invece ciò accada comunque, e nessuna sanzione viene mai effettivamente messa in atto perchè alla fine i profitti e gli affari, nel capitalismo, sono l’unica cosa che conta. La gente deve però sapere che in Bangladesh ci sono oltre tre milioni di operai dell’industria tessile che, per sopravvivere, sono costretti a lavorare con salari che non superano i 30 euro al mese. . Le 4.500 fabbriche soprannominate “gli atelier della miseria” infatti, sono il motore del settore tessile che fa del Bangladesh il secondo esportatore al mondo, alle spalle della Cina. Attualmente è proprio l’Unione Europea ad acquistare il 60% delle esportazioni, si parla di 8,6 miliardi di euro solo nel 2012. I principali acquirenti nel mercato europeo sono Germania, Regno Unito, Spagna e Francia, tra i 27 le esportazioni provenienti dal Bangladesh godono di una clausola preferenziale di accesso. L’Unione Europea quindi centra eccome nella tragedia di Dacca, a ma a centrare più che questo o quel Paese è il sistema economico nel suo complesso, un sistema che ignora i bisogni dell’uomo, sacrificando i diritti sull’altare del profitto.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top