Barca "scarica" Renzi parlando al "finto" VendolaTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Barca “scarica” Renzi parlando al “finto” Vendola

Barca “scarica” Renzi parlando al “finto” Vendola

Fabrizio Barca si è fatto cogliere in fallo dalla trasmissione “La Zanzara” su Radio 24 che lo ha fatto contattare da un falso Nichi Vendola. Barca, che non si è accorto dello scherzo, ne ha approfittato per “scaricare” Renzi e, prendendone le distanze, ha anche sottolineato la necessità di una patrimoniale. 
Molti conoscono molto bene il programma radiofonico “La Zanzara” su Radio 24, famoso per gli scherzi poco ortodossi che realizza ai danni di personaggi noti. Non ultimo lo scherzo realizzato ai danni dell’ex ministro Fabrizio Barca, che ha ricevuto una telefonata nientemeno che da un “finto” Nichi Vendola interpretato magistralmente da Andro Merkù. Come riportato da Agi, Barca si è lasciato andare a rivelazioni e retroscena che forse possono servire a ricostruire quanto sta accadendo nei palazzi del potere in concomitanza con l’ascesa a premier di Matteo Renzi.
Non amo gli assalti… Sono sotto pressione, Nichi. Una pressione che e’ crescente. Ma io non ci penso proprio, tanto per essere chiaro. Ma proprio proprio…”, ha detto Barca al finto Vendola, “Capirai che mi costa  visto come sono fatto. Ho parlato con Graziano e pensavo, 48 ore fa, di averla stoppata questa cosa… Se fallisce anche questa e’ un disastro, pero’ non possono pretendere che le persone facciano violenza ai propri metodi, ai propri pensieri, alla propria cultura. Quindi sono stato proprio chiarissimo: evitiamo che nasca una cosa alla quale vengo forzato”. Ma nelle anticipazioni fornite da Radio 24 e riprese da Agi, Barca è andato anche oltre: ”Poi e’ iniziata la sarabanda del patron della Repubblica che continua… Lui non si rende conto che io piu’ vedo un imprenditore dietro un’operazione politica piu’ ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Un imprenditore che si fa sentire…”, ed è chiaro che stesse parlando ‘del padrone della Repubblica, con un forcing diretto di sms, attraverso un suo giornalista, con una cosa che hanno lanciato sul sito ‘chi vorresti come ministro dell’Economia’ dove ho meta’ dei consensi. Questi sono i metodi. Legittimi, per carita’. Questo e’ il modo di forzare, di scegliere, di discutere. Non una volta chiedendomi ‘ma se lo fai cosa fai?’. Se io dico che voglio fare una patrimoniale da 400 miliardi di euro, cosa che secondo me va fatta, tu cosa rispondi? Mi dici che va bene?”. Non solo, a quel punto il finto Vendola gli ha fatto anche tirare fuori i dettagli, e Barca ne ha approfittato per chiamarsi fuori da ogni coinvolgimento nel governo: “Ho rifiutato secco, ma secco in un modo… Ieri ho dovuto scrivere un messaggio.Attraverso la Annunziata mi e’ arrivato un messaggio ‘ma se ti chiama il presidente?’ Ho dovuto mandare un sms scritto cosi : “vi prego di non farmi arrivare nessuna telefonata”. Insomma un Barca completamente disincantato, che vorrebbe la patrimoniale, e non in sintonia con Renzi e il nuovo spirito che sembra animale il governo: Sono colpito  dall’insistenza, il segno della loro confusione e disperazione… e poi in tutto questo ovviamente io dovrei essere quello tuo… e ovviamente c’e’ pure la copertura a sinistra… Sono fuori, sono fuori, sono fuori di testa!”. Alla domanda se avesse sentito Renzi, Barca ha poi negato, sostenendo che non avrebbe negato un confronto con il nuovo premier, mentre invece si è preferito utilizzare un imprenditore come intermediario. Secco anche il giudizio di Barca sul governo del Pd con i “diversamente berlusconiani“: “Certo, certo, cosa e’ cambiato?. E poi non si ha idea, entrando dentro, cosa fai. C’e’ anche una questione di rapporti di fiducia. C’e’ una cosa che si chiama umanita’. Io penso che in tutta questa vicenda oltre alla irresponsabilita’ politica, ci sia anche un elemento disumanizzante. Cioe’, il metodo e’ contenuto. Tutto questo e’ avvenuto con irresponsabilita’ e dei modi, con un livello di personalismo, con un passaggio all’io…’‘. Insomma se non altro lo scherzo de “La Zanzara” è servito a comprendere i motivi del “no” di Fabrizio Barca all’ipotesi di una sua eventuale candidatura al ruolo di ministro dell’Economia.
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