Bce, Germania e Renzi, tutti uniti contro TsiprasTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Bce, Germania e Renzi, tutti uniti contro Tsipras

Mercoledì la Bce ha deciso di non accettare più i titoli di Stato ellenici detenuti dalle banche greche in cambio di liquidità. Il ministro delle Finanze Varoufakis ha però ammonito Berlino ricordandole cosa è successo negli anni Venti e Trenta del Novecento quando la Germania era stata abbandonata in una crisi senza uscita, un ammonimento che però non ha cambiato la sostanza dei fatti che vede la Germania contraria a ogni sconto nei confronti di Atene.

Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento la Germania venne travolta da una vera e propria crisi economica deflattiva successiva alla Prima Guerra Mondiale; la Germania in quegli anni semplicemente non poteva costruirsi il proprio futuro dal momento che tutti i suoi sforzi erano protesi al pagamento degli interessi. Tutti ricordano perfettamente a cosa portò l’umiliazione di Berlino che favorì inevitabilmente l’affiorare nel nazionalsocialismo che proponeva proprio di strappare la Germania a quel fosco presente e incerto futuro. La Grecia evidentemente non fa paura come quella Germania ma il ministro delle Finanze ellenico, Yannis Varoufakis, ha lanciato un pesante ammonimento alla Germania dopo la decisione presa dalla Bce di non accettare più i titoli di Stato ellenici detenuti dalle banche del Paese in cambio di liquidità: “La Germania sa bene che cosa può succedere quando si scoraggia troppo a lungo una nazione orgogliosa e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza luce alla fine del tunnel: questa nazione prima o poi fermenta”; e poi ancora: “Siamo il primo tassello del domino che cade ma non siamo responsabili dell’effetto domino“. E vedendo come l’Europa appoggi il governo di Kiev che procede a una sostanziale e progressiva rivalutazione del nazismo, foschi interrogativi si allargano sullo sfondo. Dal conto suo la Germania continua a usare il pugno duro nei confronti di Atene con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha detto in modo chiaro dopo averlo incontrato che le due parti rimangono lontanissime: “siamo d’accordo sul nostro disaccordo”. Nello stesso momento ad Atene migliaia di persone si radunavano per manifestare contro l’Austerity e la Bce, a testimoniare che il popolo greco continua ad appoggiare Tsipras. Del resto, passateci la provocazione, non è forse una sottile ma differente forma di nazismo imporre misure economiche che riducono alla fame milioni di persone? Intanto secondo Bloomberg entro il 25 marzo in assenza di nuove linee di credito Atene rischia di non poter più far fronte ai propri pagamenti il che significherebbe in una sola parola: default. La Grecia non potrà riuscire a finanziarsi in modo autonomo dal momento che i tassi di interesse sui bond a dieci anni sono ormai vicini al 10% e quelli triennali sono risaliti a oltre il 18%. Cosa succederà se Tsipras non riuscirà a obbligare la Bce a riconsiderare i debiti? Il rischio è che a quel punto fermenterà in Grecia davvero il sentimento anti-Euro radicale di Alba Dorata, e in quel caso bisognerebbe ammettere che i comunisti del Kke che ritenevano l’Ue una gabbia irriformabile avevano ragione.

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