Belfast. Ancora scontri tra unionisti e nazionalisti per l'Union Jack | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Belfast. Ancora scontri tra unionisti e nazionalisti per l’Union Jack

Esiste una ferita aperta in Europa, quella dell’Irlanda del Nord. A Belfast unionisti e nazionalisti convivono in una tregua armata, sempre sul punto di precipitare nel nervosismo. Questa volta si sono verificati duri scontri davanti al municipio a causa della decisione della città di Belfast di esporre la Union Jack britannica solo alcuni giorni della settimana. 

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Sotto il grigio cielo di Belfast si respirava un clima strano lunedì sera, un clima pesante che ha richiamato alla mente degli abitanti quei tristi giorni di qualche anno fa, quando esplodeva la violenza incontrollata tra opposte fazioni. Alla fine il bilancio di una serata di scontri parla di almeno 15 poliziotti feriti davanti al municipio di Belfast, la capitale dell’Irlanda del Nord. Questa volta la causa del contendere è stata la decisione dei consiglieri comunali di approvare una mozione che stabilisca dei giorni ben precisi per l’esposizione sul balcone dell’Ulster Hall e del Duncrue Complex della Union Jack, la bandiera britannica. La tensione ha raggiunto l’apice quando un migliaio di unionisti che attendeva l’esito del voto ha divelto i cancelli posti nel retro della struttura, penetrando all’interno della City Hall e provocando l’immediata reazione delle forze dell’ordine.

Fino alla decisione di lunedì sera, la Union Jack è stata esposta ogni giorno dell’anno a partire dal 1906  sul palazzo municipale di Belfast. Il partito repubblicano Sinn Féin (letteralmente “noi stessi in lingua irlandese) e il Socialdemocratico  e Laburista SDLP, hanno da anni deciso di promuovere una campagna per esporre una bandiera neutrale, ripristinando così una condizione di “equilibrio e uguaglianza per tutti”. Nel mese di novembre i due partiti hanno presentato una mozione che è finita tra le mani del Comitato Risorse Strategiche e Politiche (Strategic and Policy Resources Committee) del Belfast City Council, e alla fine questa mozione è stata approvata con 11 voti a favore e 9 contrari. La ratifica ufficiale della proposta era stata poi rimandata alla votazione di ieri sera. Alla fine la proposta è passata con 29 voti a favore e 21 contrari, ma era quella dell’Alliance Party, ovvero la terza forza dell’Irlanda del Nord, quella che cerca di mediare tra le due identità culturali che si confrontano ormai da anni. L’AP ha cercato di mediare e ha proposto una regolamentazione dell’esposizione della bandiera solo in alcuni giorni dell’anno. Il Partito Unionista Democratico (DUP) e il Partito Unionista dell’Ulster (UUP)  hanno a quel punto accusato i nazionalisti irlandesi di aver cercato di attaccare la loro identità culturale. DUP e UUP sono però stati accusati da tutto il fronte nazionalista di aver provocato le violenze di ieri sera, una questione che a noi potrebbe sembrare frivola e di nessuna importanza, ma che per unionisti e nazionalisti riveste invece una importanza centrale. La questione della bandiera infatti, rappresenta un problema culturale centrale in Irlanda del Nord, dividendo in due parti la popolazione, tra quelli che si rifanno a una identità culturale irlandese, e quanti invece guardano come riferimento a Londra.

A identificarsi nell’Union Jack sono proprio questi ultimi, gli unionisti, che riconoscono unicamente la bandiera britannica  e la Ulster Banner, ovvero la bandiera ufficiale dell’Irlanda del Nord dal 1953 fino al 1972, l’anno in cui Londra abolì l’autogoverno di Belfast e centralizzò nuovamente la provincia a seguito del maledetto Bloody Sunday del 30 gennaio 1972, quando l’esercito inglese sparò sulla folla uccidendo ben 13 persone. Insomma, nel cuore dell’Europa ci si ritrova in una situazione drammatica, con unionisti e nazionalisti che conservano un rancore reciproco che cova sotto la cenere.

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