Belgio. Sciopero dei trasporti paralizza il PaeseTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Belgio. Sciopero dei trasporti paralizza il Paese

Belgio. Sciopero dei trasporti paralizza il Paese

Il Belgio oggi si è svegliato letteralmente congelato per via del più grande sciopero degli ultimi anni contro le politiche di austerity di Bruxelles.  Hanno aderito allo sciopero i lavoratori di ferrovie, aeroporti e trasporti in generale per una vera e propria paralisi della durata di 24 ore.

Photo Credit: Afp Belgium

In Belgio le cose le fanno molto seriamente e quando si parla di sciopero generale si incrociano le braccia anche per 24 ore. E’ quello che è successo nella giornata oggi con i lavoratori dei trasporti che hanno aderito al più grande sciopero degli ultimi anni per ribadire la loro contrarierà e il loro disappunto nei confronti di un governo troppo subalterno alle politiche di austerity imposte dall’Ue. E così in Belgio i trasporti sono stati letteralmente paralizzati con tutti i voli annullati nei vari aeroporti del Paese. Non solo, sono stati annullati molti voli e quindi secondo molti i veri problemi ci saranno nei prossimi giorni con vari ritardi e cancellazioni. Ovviamente secondo molti opinionisti lo sciopero non dovrebbe ledere il diritto dei cittadini di spostarsi ma questa visione ci sembra del tutto riduttiva in quanto non tiene conto delle rivendicazioni dei lavoratori che utilizzano lo sciopero proprio per creare disagio in modo che si parli del loro problema. Anche le ferrovie sono state paralizzate con diversi servizi che collegano le capitali europee con Bruxelles che si sono fermati prima di entrare in Belgio. Non solo, anche le scuole, diverse fabbriche e centri produttivi hanno deciso di aderire allo sciopero che è stato indetto da alcuni sindacati all’inizio di novembre quando oltre 100.000 persone si sono radunate in centro a Bruxelles per protestare contro l’austerity. Nell’occasione la polizia aveva utilizzato cannoni ad acqua contro i lavoratori portuali e gli studenti che manifestavano. Il nuovo governo belga ha preso pieni poteri in ottobre e ha subito causato diverse proteste con il suo piano di accrescere l’età pensionabile, di cancellare l’aggancio tra stipendi e inflazione per i lavoratori statali e diversi tagli dello stato sociale che hanno creato malcontento in diversi settori della società, ancor più che i tagli previsti saranno nell’ordine di 11 miliardi di euro. Il Belgio era stato senza un governo per un periodo di cinque mesi nei quali era stato governato da una coalizione di centrodestra. Ora il Primo Ministro Charles Michel, che con i suoi 38 anni è il più giovane premier europeo, del suo movimento riformista MR, sta portando avanti politiche neoliberiste che scatenano malcontento e rabbia nella popolazione. Anche in Belgio il governo vuole effettuare tagli e riforme senza tenere conto delle parti sociali, e vi è una contrapposizione crescente con i sindacati, come ad esempio la  General Federation of Belgian Labor (FGTB). Anche in Italia, Francia, Spagna e Grecia la gente è scesa in piazza contro i tagli del governo dello stato sociale e le politiche di austerity, ma i governo dei rispettivi paesi preferiscono andare avanti come muli.

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