Berlusconi all'attacco della magistratura rilancia Forza ItaliaTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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Berlusconi all’attacco della magistratura rilancia Forza Italia

Un Silvio Berlusconi particolarmente ispirato ieri ha lanciato un videomessaggio alla nazione nel quale, come al solito, ci ha deliziato con tutto il suo repertorio, dall’attacco ai giudici eversori fino all’appello agli italiani per difendere la libertà. Il Cavaliere, per non farsi mancare niente, ha anche lanciato accuse e minacce dal sapore eversivo

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Almeno dal punto di vista teorico Silvio Berlusconi nel suo videomessaggio di ieri non ha fatto capire che staccherà la spina al governo Letta, almeno per il momento. Il messaggio che ha veicolato però è persino peggio dal momento che sottolinea, ancora una volta, l’atteggiamento di  Silvio Berlusconi e una certa destra nei confronti della legge e della democrazia. Loro si sentono al di sopra della legge, di conseguenza nel momento in cui un organo dello Stato si mette contro di loro diventa, giocoforza, un nemico eversore. Così la magistratura che ha osato condannarlo diventa un “contropotere dello Stato“, il “braccio giudiziario della sinistra che vuole togliermi di mezzo“, e dietro Magistratura democratica il Cavaliere ha visto persino il tentativo di attuare “la via giudiziaria al socialismo“. Un osservatore superficiale sorriderebbe accusando Berlusconi di follia, eppure il Cavaliere è ben lucido nell’attaccare che osa ostacolare la sua corsa verso il potere assoluto. Come una bestia ferita si è scagliato contro coloro che hanno osato rompergli il “giocattolo”, e ha già sguinzagliato i suoi mastini, dalla Carfagna alla Santanchè, per andare a provocare e ad attaccare nelle trasmissioni Tv. Ieri però il Cavaliere ha superato se stesso provando a tornare indietro di vent’anni a quel maledetto (per noi) 1994, quando con il suo videomessaggio della discesa in campo costruì purtroppo per noi tutti il suo successo politico ed elettorale. Peccato che l’Italia non sia quella di vent’anni fa, l’italia oggi è in rovina proprio grazie ai populismi e ai giochi del Cavaliere, per questo le sue parole sono suonate grottesche. Più che grottesco ci è sembrato eversivo il monito lanciato da Berlusconi alle toghe: “Anche da decaduto resterò a far politica“, ammettendo però perlomeno per la  prima volta la possibilità di perdere il seggio da parlamentare. Infine non poteva mancare un Berlusconi millenarista che ha definito il rilancio di Forza Italia come l’ultima chiamata prima della catastrofe“. Insomma in soli quindici minuti il Cavaliere ci ha deliziato con tutto il suo repertorio di populismo, non rinunciando a lanciare altre vuote promesse che annunciano in sostanza l’apertura della campagna elettorale; come al solito Berlusconi ha annunciato di voler fermare il “bombardamento fiscale che sta mettendo in ginocchio le nostre famiglie“, omettendo il becero ricatto fatto dal Pdl sull’Imu che ha costretto il governo per la sua abolizione a creare la Service Tax, veri e propri giochi sulla pelle di noi cittadini. Il suo attacco alla giustizia poi ha davvero il sapore dell’eversore, di colui che si ritiene al di sopra della legge dei comuni mortali: I piccoli partiti ci hanno impedito di realizzare le riforme. Per prima quella della giustizia“. “Una giustizia malata – secondo l’ex premier -non vi è più certezza del diritto, alla mercè di una magistratura politicizzata“. “Per la prevalenza di una parte, Magistratura democratica, la magistratura si è trasformata in un contropotere dello stato, che si è data come missione quella di realizzare la via giudiziaria al socialismo“. La domanda è, ma ci crede veramente? Berlusconi riesce seriamente, nel 2013, ancora a parlare di pericolo di eversione socialista? Viene da pensare che ormai la sua sia una ossessione, e anche da sperare che finalmente gli italiani abbiano compreso di non dover credere a una parola delle accuse del Cavaliere. “Già nel 92-93 pensavano di aver spianato la strada alla sinistra“, ha detto ancora Berlusconi, “Successe invece  quel che sapete: un estraneo alla politica, un certo Silvio Berlusconi, scese in campo, sconfisse la gioiosa macchina da guerra della sinistra, e in due mesi portò i moderati al governo. Ero io“; e fu la rovina dell’Italia, aggiungiamo noi.  Poteva mancare poi la ciliegina della torta della proclamazione di innocenza? “Non ho commesso alcun reato, io non sono colpevole di alcunché, io sono assolutamente innocente. Dopo 41 processi senza alcuna condanna si illudono di essermi riusciti a estromettere dalla vita politica. Con una sentenza politica e mostruosa contro la quale  mi batterò nei modi e nei tempi giusti e opportuni per ottenerne la revisione in Italia e in Europa. Si sono inventati il reato di ideatore di frode fiscale“. Insomma Berlusconi chiama “sentenze mostruose” tutte quelle che semplicemente sono contro di lui, e ha chiamato a raccolta il suo popolo, invitandolo a reagire: “Vogliono togliermi di mezzo con una aggressione violenta. Sono qui per chiedere a voi di aprire gli occhi, di reagire”. “Dico a tutti voi, reagite, protestate, avete il dovere di fare qualcosa per uscire dalla situazione in cui ci hanno portato. Tutti gli italiani responsabili devono sentire il dovere di impegnarsi personalmente“, ha esortato. E poi il rilancio di Forza Italia e la rassicurazione ai suoi pasdaran che però ha il sapore acre dell’eversione: “Io sarò sempre con voi, decaduto o no. Si può fare politica anche al di fuori del Parlamento“. Più che eversivo invece, l’appello finale agli italiani a noi è sembrato delirante:  Scendete in campo anche voi. Per questo dico scendi in campo anche tu con Forza Italia. Diventa anche tu un missionario di Forza Italia“. Con il nome del partito scandito per tre volte nel finale.

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