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mercoledì , 26 luglio 2017
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Berlusconi chiede scusa agli italiani. “Non ce l’ho fatta. La crisi ha cancellato i nostri sforzi”

Rilasciando l’intervista per il uovo libro del conduttore di “Porta a Porta” Bruno Vespa, l’ex premier fa mea culpa fuori tempo massimo, ammettendo di non essere riuscito nel suo intento di “modernizzazione” del Paese a causa della crisi. In chiave elettorale rilancia Alfano e chiama Casini e Montezemolo.

 

http://www.oltremedianews.com/5/post/2012/11/berlusconi-chiede-scusa-agli-italiani-non-ce-lho-fatta-la-crisi-ha-cancellato-i-nostri-sforzi.html

Silvio Berlusconi si è scusato con il popolo italiano. Non l’aveva mai fatto in precedenza. Finora non si era mai verificato nei suoi discorsi, sia che si trovasse alla guida del Governo sia che fosse all’opposizione, che si accennasse ad una, sia pur minima, autocritica riguardo all’operato. Ed invece in questo periodo di grandi sconquassi per la politica italiana la sorpresa è dietro l’angolo. Adesso il Cavaliere riconosce per la prima volta, a tempo ormai scaduto, il sostanziale fallimento, praticamente su tutti i fronti, della sua avventura ed esperienza politica di governo dell’Italia, in partcolar modo riguardo alla promessa di “modernizzarla” tramite la tanto invocata “rivoluzone liberale”.

Intervistato all’interno del nuovo libro in uscita di Bruno Vespa “Il Palazzo e la Piazza. Crisi, consenso e protesta da Mussolini a Beppe Grillo”, Berlusconi non imputa comunque solo a se, al suo partito ormai decotto ed ai suoi ex alleati della Lega, la totale responsabilità di aver fallito nel progetto di riforma del Paese. Sostiene infatti che comunque “Noi abbiamo garantito la pace sociale negli anni più duri della crisi. Abbiamo impiegato 38 miliardi in ammortizzatori sociali. Abbiamo tagliato le spese ai ministeri con la prima vera “spending review” e attuato il più grande stanziamento sulla cassa integrazione della storia italiana”. Questo dopo aver esordito all’inizio sostenendo appunto che “Pensavo di scusarmi con tutti gli italiani perché non ce l’ho fatta. Ma la crisi ha cancellato i nostri sforzi, perché, alla fine, noi abbiamo lasciato la disoccupazione al punto più basso degli ultimi vent’anni”.

Proseguendo nell’intervista, Silvio Berlusconi rilancia l’attuale segratario del Pdl Angelino Alfano alla segreteria anche per il futuro, appoggiandolo di fatto alle primarie del centrodestra del 16 dicembre prossimo. “Alfano è il miglior protagonista oggi in circolazione. Non solo per le sue doti di intelligenza, ma anche per la sua lealtà e correttezza. Angelino è preparato e coraggioso, uno che mantiene la parola data.” Afferma inoltre l’assoluta inesistenza di contrasti, veri o presunti, con il suo ex Guardasigilli e attuale successore alla guida del Pdl: “Non ho mai affermato che ad Alfano mancasse quel quid, nulla del genere. Sentivo proprio all’inizio tante frasi fasulle che mi venivano attribuite tra virgolette, poi mi sono arreso”.

Ammette inoltre di essersi definitivamente ritirato per la candidatura a premier alle elezioni 2013 proprio per non essere più di “impiccio” ad una nuova ricomposizione organica e unitaria, in futuro, dei moderati del centrodestra in Italia: “Imoderati sono la stragrande maggioranza del Paese dal 1948 ad oggi, non si può far vincere la sinistra che da sempre in Italia è minoritaria, ma oggi l’unico modo per batterla era rinunciare a candidarmi alla guida del Governo perché ormai alcuni leader del centrodestra sono afflitti da un vero e proprio complesso nei miei confronti. Così sarà invece più facile ricompattare tutti gli elettori moderati sotto un’unica coalizione. E Casini non potrà tradire così una tradizione di alternativa alla sinistra, risalente appunto alla vittoria democristiana degli altri partiti moderati del ’48”.

Oltre a Casini, il Cavaliere si appella anche a Luca Cordero di Montezemolo, “è scontato che il suo movimento debba far parte del centrodestra”, aggiunge. Non è escluso che queste dichiarazioni riguardo al leader dell’Udc e al presidente della Ferrari e leader del movimento think-tank Italia Futura, possano paradossalmente aiutare il centrosinistra e il Pd di Bersani in primo luogo, a sgomberare definitivamente il campo da eventuali future alleanze con Casini anche alle elezioni politiche dopo averle strette per la Regione Sicilia, cercando di scongiurare così sempre più l’ipotesi di Grande Coalizione e Monti-bis dopo il voto 2013.

  Federico Lauri
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