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lunedì , 23 gennaio 2017
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Berlusconi ci riprova e reclama la leadership dei moderati

Silvio Berlusconi è duro a morire. Dopo aver portato il Paese allo sfascio sociale, morale ed economico, torna ora a distanza di mesi a reclamare un posto di rilievo in vista delle prossime elezioni. Il Cavaliere si è di nuovo proposto come leader del centrodestra, senza di lui lanciato a folle velocità verso la distruzione. Che non sia però troppo tardi questa volta?

Sono momenti di tensione nel centrodestra, ormai sempre più diviso al suo interno e diretto a tappe forzate verso il baratro. L’unico in grado di salvare la nave sembra essere Silvio Berlusconi, scomparso un pò dalla ribalta mediatica negli ultimi mesi da quando il premier del Paese è diventato Mario Monti. Il Cavaliere ha scelto di concedere un’intervista pubblicata in appendice al libro di Roberto Gelmini “L’Onestà al potere”, nella quale ha dato il suo giudizio sulla situazione politica attuale e si è candidato a leader dei “moderati” italiani. Già di per sè fa sorridere leggere di un’intervista a Silvio Berlusconi all’interno di un libro intitolato “L’Onestà al potere”, ma tant’è, il Cavaliere ci ha abituato a ben di peggio tra bunga-bunga e battute da taverna pronunciate nelle circostanze meno adeguate. Berlusconi però ha fiutato che senza di lui il Pdl si avvia alla consunzione, e proprio per questo ha deciso di mettersi di nuovo in campo, utilizzando peraltro le consuete armi, come accusare gli altri dei propri errori. Così la sinistra viene definita una parte politica che non vuole dialogare, mentre lui, il Cavaliere, si descrive un pò come un padre della patria, aperto a qualsiasi soluzione pur di fare il bene dei suoi cittadini. E il secondo sorriso ci si stampa sulla bocca subito dopo, quando Berlusconi si propone leader non del centrodestra, ma di un più ambizioso e onnicompresivo “dei moderati”. Se per moderati si intendono La Russa, la Santanchè, Storace e Gasparri, viene da mettersi le mani nei capelli. Insomma, Silvio ci riprova, e chissà se con la sua “lista civica nazionale” non riesca a superare ancora una volta Grillo in demagogia, tornando magari in sella, come se nulla fosse successo. Insomma, Berlusconi è tornato alla carica, anche perchè il centrodestra senza di lui sembra una nave senza nocchiero, in gran tempesta, destinata al naufragio. Ma forse anche per il “capitano” Berlusconi, ormai potrebbe essere troppo tardi, e il suo estremo tentativo di salvare la nave potrebbe fargli fare la fine di Schettino. Noi in tutta sincerità, lo speriamo.

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