Berlusconi e il ricatto sulla pelle degli italianiTribuno del Popolo
sabato , 23 settembre 2017
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Berlusconi e il ricatto sulla pelle degli italiani

Berlusconi ha deciso di staccare la spina al governo ma lo fa per motivi personali per la serie: “Muoia Sansone con tutti i filistei”. Un gioco al massacro sulla pelle degli italiani che minaccia la tenuta del Paese. E Quagliariello e la Lorenzin dicono “no” alla nuova Forza Italia.

Cos’è un ricatto? Minacciare di ritorsioni qualcuno nel caso dovesse fare una determinata cosa. E’ esattamente quello che ha fatto Silvio Berlusconi con l’Italia e gli italiani dal momento che per motivi meramente personali ha annunciato di voler fare cadere il governo. E poco importa se questa scelta potrebbe avere conseguenze disastrose per l’economia italiana, Belrusconi non sembra curarsene minimamente. Del resto la scusa da lui addotta per le dimissioni dei ministri Pdl è stata che il governo avrebbe tradito gli accordi presi in precedenza con l’aumento dell’Iva. Una colossale balla dal momento che secondo tutti gli analisti e gli addetti ai lavori non è di certo questo il motivo che ha spinto il Cavaliere a compiere un gesto così dissennato. E’ un Berlusconi che veste la maschera del demagogo, anteponendo come suo solito gli interessi personali a quelli del Paese. Del resto è sin dal 1994  che Silvio Berlusconi utilizza la politica per fare i suoi interessi, anche se lui, come al solito, ha detto di essere sceso in campo per salvare gli italiani e lottare per una non meglio precisata libertà. Inoltre in troppi dimenticano che Silvio Berlusconi ha governato per vent’anni in Italia e quindi dovrebbe già di per sè assumersi la responsabilità della situazione attuale al posto di accusare gli altri. E invece no, il Cavaliere al posto di ammettere colpe gioca d’anticipo e accusa, ma per quanto gli italiani ascolteranno le sue bugie?

E intanto all’interno del Pdl non tutti accettano le follie di Berlusconi, Cicchitto del resto ha preso le distanze precisando che “la decisione di far cadere il governo non può essere assunta da un ristretto vertice del Pdl, in assenza sia del vicepresidente del consiglio e segretario politico Alfano, sia dei due capigruppo Brunetta e Schifani“, e poi ancora una stoccata a Berlusconi che “non ha bisogno di un partito di alcuni estremisti che nelle occasioni cruciali parlano con un linguaggio di estrema destra dall’inaccettabile tonalità anche nel confronto con gli avversari politici, che non dobbiamo imitare nelle loro espressioni peggiori“. Ma non è finita qui, anche Gaetano Quagliariello, titolare del dicastero delle Riforme nell’esecutivo Letta, e Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, hanno voluto prendere le distanze da Berlusconi: “Se Forza Italia sarà solo una riedizione di Lotta Continua del centrodestra ne prenderò atto e mi dedicherò, magari, a creare il Napoli Club del Salario“, e poi ancora: Spero nasca una posizione diversa da quella espressa ieri ad Arcore, anche per Berlusconi“. Insomma, Quagliariello non aderirà alla nuova Forza Italia, e non lo farà nemmeno la Lorenzin: “Silvio Berlusconi è un perseguitato e il suo dramma personale è diventato il dramma di tutti noi, ma non giustifico né condivido la linea di chi lo consiglia in queste ore. Questa nuova Forza Italia sta dimostrando d’essere molto diversa da quella del ’94. Manca di quei valori e di quel sogno che ci ha portati sin qui. Ci spinge verso una destra radicale in cui non mi riconosco, chiude ai moderati e li mette fuori senza alcuna riflessione culturale, segnandoli come traditori.  Accetto dunque la richiesta di dimissioni fatta durante un pranzo a cui non partecipavano nè i presidenti dei gruppi parlamentari, nè il segretario del partito. Ma continuerò ad esprimere le mie idee e i miei principi non in questa Forza Italia“. Insomma tutti pensano al “perseguitato” Berlusconi…nessuno pensa agli italiani da lui perseguitati da oltre vent’anni.

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