Berlusconi e Lavitola colpevoli per compravendita di senatoriTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Berlusconi e Lavitola colpevoli per compravendita di senatori

Berlusconi e Lavitola colpevoli per compravendita di senatori

Il crepuscolo del berlusconismo fa affiorare l’immondizia che finora era rimasta sotto la cenere. Anche se solo con una sentenza di primo grado la prima sezione penale del tribunale di Napoli ha sancito che Silvio Berlusconi e Valter Lavitola sono colpevoli per il reato di compravendita di senatori (Sergio De Gregorio passò dall’Idv al centrodestra facendo cadere Prodi ndr) e sono stati condannati a tre anni di reclusione. Ma Berlusconi aspetta solamente la prescrizione.

Il reato ci fu. Dunque non furono solamente dubbi e sospetti dei “sinistri” quelli che video il crollo del governo Prodi, ora la sezione penale del tribunale di Napoli ha permesso finalmente di ricostruire che cosa effettivamente successe e che cosa determinò il fallimento di quel governo. Lo sapete tutti, si parlava di compravendita di senatori con Berlusconi accusato di aver utilizzato Valter Lavitola, ex editore dell’Avanti, per far passare dalla sua parte nientemeno che Sergio De Gregorio, eletto con Italia dei Valori e che da lì a poco sarebbe passato nel centrodestra per sabotare il centrosinistra. Si trattava dell’ “Operazione Libertà”, ovvero quella che il pm Piscitelli ha configurato come un ”colossale investimento economico diretto ad ottenere l’unico risultato che interessava all’uomo Berlusconi, ossessionato solo dalla volontà di mandare a casa Prodi e prenderne il posto“.

Accuse gravissime che però non sono solamente accuse di mezza estate bensì una operazione provata dalla procura e che inchioda l’ex premier alle proprie responsabilità. Lavitola condividerà il suo destino anche se ovviamente si tratta solamente di una sentenza di primo grado. Sorride la Procura che ha visto accettata la sua tesi che era stata pazientemente portata avanti oltre che dal procuratore aggiunto Piscitelli anche dai pm Henry John Woodcock, Fabrizio Vanorio e Alessandro Milita. Tra il 2006 e il 2008, dati alla mano, Berlusconi avrebbe utilizzato Lavitola per realizzare il suo piano di corruzione, un piano poi che ebbe successo. Da parte sua la difesa di Berlusconi ha cercato di premere sul principio dell’insindacabilità dei voti dei parlamentari, ma tanto il gioco è sempre lo stesso: a novembre il reato di corruzione cadrà in prescrizione. Insomma la verità affiora, ci riporta a scenari passati e soprattutto ci fa capire quanto fosse effettivamente marcio il sistema-Italia. Un fatto gravissimo come quello della compravendita di senatori diventa quasi un fatto come tanti, come se alterare gli equilibri politici sia dopotutto una tattica come un’altra. Eppure, come ebbe a dire lo stesso Romano Prodi, a saperlo prima sarebbe probabilmente rimasto ancora premier. E oggi, al posto che fare ammenda e sparire dallo scenario politico italiano, esiste ancora chi fa quadrato intorno a Berlusconi, come se la corruzione e tutti i reati a lui ascritti siano, dopotutto, semplici ragazzate.

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